Dopo l’elezione di Donald Trump arriva l’ennesimo risveglio di coscienza dell’ex Presidente del Consiglio italiano Romano Prodi, quando ammette candidamente: “L’Europa è per ora inesistente, non conta più nulla.“ E ancora sulle sanzioni contro la Russia: “A me pare che non abbia proprio reagito davanti a dichiarazioni di Trump che segnano una rivoluzione nei rapporti con l’Ue. Mi meraviglia che nessuno abbia sentito l’esigenza di un vertice straordinario“.
Infatti mentre gli Usa puntano a scongelare i buoni uffici con l’ex Unione Sovietica, Prodi perplesso si domanda come mai l’Europa non giochi d’anticipo e non rimuova l’embargo che tanto ha danneggiato la nostra economia, rischiando di farci risultare marginali sullo scacchiere internazionale.
Poi, un dubbio amletico sul futuro della moneta unica: “Potrebbe essere la Germania a voler abbandonare l’euro.” Il sospetto è che la signora Merkel osservi la partita con una strategia a sé, dopo avere accumulato un enorme vantaggio competitivo con la bilancia commerciale in surplus a scapito del Sud Europa, potrebbe intestarsi una exit strategy prima che monti il tumulto popolare e la situazione si aggravi.
Il nostro vecchio commissario europeo invita i compagni a svegliarsi: “Cosa aspettiamo a reagire? Aspettiamo la rivoluzione? Non è meglio cercare la giustizia prima che avvenga la rivoluzione?. D qui la necessità di un riformismo attivo, perché quando eravamo ragazzi, il tema era più tasse o più welfare? Da 35 anni in qua è restata in campo solo la ricetta del meno tasse e la sinistra ha rincorso.”
Erano belli i tempi in cui, invece, per aderire alla moneta unica lo stesso assicurava: “Con l’euro lavoreremo un giorno di meno, guadagnando come se lavorassimo un giorno di più.”












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