Siamo tutti Protezione Civile. Non soltanto gli operatori o i tecnici che in caso di calamità o incidenti devono essere presenti sul territorio per garantire la nostra incolumità. Tutti noi, in rete, possiamo davvero contribuire alla costruzione di una rete per la prevenzione dei rischi ambientali in tutta la Regione. E’ necessario partire dalla semina di una nuova “cultura” della Protezione Civile vista non come qualcosa che “calato dall’alto” arriva a porre rimedio ad un disastro, ma come una entità viva e permanente in grado di operare nel territorio soprattutto per prevenire il ponderabile (e provare a limitare i danni dell’imponderabile).
“Con l’approvazione in giunta del progetto Smart Protezione civile Puglia, si può davvero cominciare a lavorare per il riordino, l’adeguamento organizzativo-gestionale, l’innovazione tecnologica e la promozione della cultura della protezione civile in Puglia”.
Lo ha detto Ruggiero Mennea, presidente del comitato regionale permanente di Protezione civile, dopo l’approvazione in giunta della relativa delibera. Con questa, l’esecutivo ha deciso di costituire di un’apposita task force tecnico-scientifica e amministrativa con carattere multidisciplinare, che sarà coordinata dall’assessore alla Protezione Civile, Antonio Nunziante, coadiuvato dal presidente del comitato regionale permanente, Ruggiero Mennea.
La task force si doterà di esperti di varia estrazione disciplinare, di tecnici e di personale amministrativo – interni ed esterni all’amministrazione regionale – che, a titolo gratuito, presteranno la propria opera, il tutto senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale.
La task force, tra gli altri compiti, dovrà realizzare una ‘mappatura dei rischi’, finalizzata alla messa in sicurezza dei territori individuati e alla definizione degli interventi strutturali per la mitigazione del rischio; metterà in rete tutti i soggetti e le strutture territoriali (sezione regionale “Sicurezza cittadino, politiche per le migrazioni ed antimafia sociale”, dipartimenti di prevenzione, Asl, sanità, urbanistica, ambiente, beni culturali, consorzi di bonifica, Arif e così via); servirà anche a raccordare ricercatori, tecnici ed esperti in meteorologia, sismica, idrogeologia, informatica, ingegneria e telecomunicazioni, sanità, comunicazioni e in tutte quelle materie utili per realizzare il nuovo sistema di protezione civile; promuoverà campagne di informazione, sensibilizzazione e comunicazione; ma anche interventi formativi per aspiranti volontari, volontari, quadri e dirigenti, funzionari amministrativi.
“Ora finalmente abbiamo gli strumenti per agire in modo incisivo sulla formazione e sulla prevenzione, in modo da poter intervenire in tempo utile a evitare danni ingenti alla nostra agricoltura, alle aziende e alle abitazioni che ricadono in zone a rischio”, ha rimarcato Mennea. “L’aspetto più importante del piano 2016-2020, approvato in giunta, è però la promozione della cultura della protezione civile, che diventa efficace solo trasformando tutti in sentinelle del nostro territorio e facendoci sentire tutti protezione civile. Ringrazio – ha concluso – il presidente Emiliano e il vicepresidente Nunziante e quanti hanno sostenuto e condiviso questo progetto innovativo”.
Bene, dunque, la task-force senza oneri per le casse pubbliche e con il compito di mappare, formare ed informare. Lo strumento è stato costituito, adesso sta agli uomini farlo lavorare a pieno ritmo.











