La conferenza dei capigruppo ha deciso di discutere in aula martedì prossimo le due proposte di deliberazione, ai sensi dell’art.75 della Costituzione, di un referendum abrogativo delle norme dei decreti nazionali che autorizzano le trivellazioni in mare. Una decisione importante e sentita trasversalmente da tutto il Consiglio regionale che, dopo le decisioni del Governo, ha deciso di provare a perseguire la strada del referendum abrogativo.
Sull’importante decisione arriva, oggi, una lettera aperta dell’ex presidente del Consiglio regionale, attualmente presidente dell’Associazione Socialistideuropa, Onofrio Introna, che ricostruisce un po’ la storia dell’opposizione pugliese alle trivellazioni petrolifere nel nostro mare.
La lettera è indirizzata al governatore Emiliano, al presidente Loizzo, ai capigruppo e consiglieri regionali. Eccone il testo.
I Consigli regionali si apprestano, finalmente, a chiedere un referendum abrogativo delle norme nazionali che consentono la ricerca e l’estrazione di petrolio. Nell’approvare l’iniziativa del presidente Mario Loizzo di convocare l’Assemblea consiliare pugliese martedì 22 settembre, che si colloca in continuità con l’azione intrapresa da anni dal Consiglio regionale sul tema, mi sembra giusto rivendicare coi fatti il ruolo di capofila della Puglia nella battaglia No Triv.
L’intensa attività, avviata già prima del 2010, è diventata sempre più costante e convinta nel corso della consiliatura passata, come ricorderanno il presidente Loizzo e alcuni capigruppo, per essere stati protagonisti di questa stagione.
Già prima della manifestazione di Termoli del 7 maggio 2011, conclusa dall’indimenticabile Lucio Dalla, il gonfalone pugliese aveva sfilato in testa ai pacifici e interminabili cortei popolari di Monopoli, Manfredonia e successivamente Policoro. Sono stati momenti di protesta composta e ordinata, che hanno visto istituzioni, enti locali, forze sociali e soprattutto associazioni ambientaliste e cittadini ripetere un fermo “No” al petrolio e un convinto “Sì” ad un futuro non minacciato dalle trivelle.
Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato nel 2011 una proposta di legge di iniziativa regionale alle Camere, chiedendo di vietare la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi in mare. Altre quattro Regioni hanno seguito l’esempio, ma l’iniziativa è rimasta lettera morta in Parlamento.
Sempre l’Assemblea pugliese ha promosso il pronunciamento della Conferenza nazionale dei Presidenti dei Parlamenti regionali, che prima all’Aquila nel 2011, poi ripetutamente, ha sollecitato il disco rosso allo sfruttamento di giacimenti marini di idrocarburi, da estendere a tutti i mari del Mediterraneo europeo. Richiesta ribadita dalla Conferenza internazionale delle Regioni europee adriatiche e ioniche, promossa dai Consigli di Puglia e Veneto, d’intesa col Ministero dell’Ambiente, a Venezia, il 9 novembre 2012 e ancora rinnovata, lo scorso dicembre, nella Carta di Termoli, sottoscritta da quattro Consigli regionali del Sud.
La Puglia si è rivolta anche all’Europa, con la richiesta al vecchio e nuovo Parlamento continentale di affrontare con urgenza il nodo della moratoria delle estrazioni di idrocarburi nei mari europei, da tempo all’attenzione degli organi comunitari, per mettere al bando ogni attività legata agli idrocarburi liquidi in tutti i fondali sottomarini.
Il Parlamento pugliese ha aderito e sostiene il Progetto Europeo Adriplan, che ha voluto tenere due dei suoi appuntamenti operativi internazionali a Bari, nel maggio 2014, proprio nell’aula consiliare, e successivamente a Lecce, nel marzo 2015.
Il Consiglio regionale ha sempre partecipato ad ogni manifestazione, convegno e appuntamento sul tema, riaffermando la contrarietà, senza differenze di parte, alla politica del petrolio off shore. Siamo stati anche pronti, fin dall’ottobre 2014, a proporre agli altri Consigli di ricorrere alla Consulta contro lo Sblocca Italia.
Con la propria ostinazione e coerenza, la Puglia ha coinvolto l’intero sistema delle autonomie regionali. Oggi non si sente più sola ed è lieta di condividere con le altre Regioni l’esigenza di aprire un confronto costruttivo col Governo nazionale e con la Comunità europea, per sostenere le ragioni di un fronte contro le trivelle che non combatte una guerra di campanile o ideologica, ma una buona battaglia per difendere la bellezza dell’Adriatico, della Puglia e del Mezzogiorno.
Onofrio Introna











