C’è ancora tanta strada da fare. I dati sulla raccolta differenziata in Puglia sono ben lontani dall’essere vincenti. Il “tacco d’Italia” è ben lontano dalla media nazionale: 22% di raccolta differenziata rispetto a una media nazionale del 44%. Ed è per questo che, insieme a Sicilia, Campania e Calabria è stata messa a confronto sullo smaltimento “sano” dei rifiuti nella ricerca “Obiettivi di riciclaggio:2020: la raccolta differenziata di carta e cartone in quattro regioni nel Sud Italia”, realizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Comieco – Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosica.
Un dato di 29kg per abitante di raccolta di carta e cartone contro una media nazionale di 48,4 kg per abitante; smaltito in discarica il 67% dei rifiuti urbani a fronte di una media italiana del 37%; tasso di insolvenza della bolletta dei rifiuti del 56%; e come detto solo un quintio della popolazione pugliese attua la raccolta differenziata. Lo specchio della situazione pugliese non è delle migliori nonostante le campagne pubblicitarie, gli appelli, e gli investimenti fatti dalla Regione Puglia.
E non vanno meglio le altre regioni del mezzogiorno: se la Campania nel 2013, ha superato la media nazionale , con il 44% di raccolta differenziata, la Sicilia rimane la più arretrata con solo il 13,4% e la Calabria arriva appena al 14,7%. Nella raccolta di carta e cartone Campania e Puglia raccolgono circa 29 kg e ancora meno la Sicilia (16 Kg) e la Calabria (18 Kg), circa un terzo della media nazionale. Viene, inoltre, ancora smaltito in discarica il 93% dei rifiuti urbani in Sicilia e il 71% in Calabria; solo la Campania ha abbattuto lo smaltimento in discarica arrivando al 19%. “I costi di gestione dei rifiuti urbani nelle 4 regioni del Sud prese in considerazione – ha dichiarato il Presidente della Fondazione e per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi – sono più alti di quelli delle Regioni del Nord perché in tre Regioni si fa ancora poca raccolta differenziata e dove si sta facendo, come in Campania, perché mancano impianti di trattamento vicini. Il costo alto è poi aggravato da tassi di elusione delle bollette dei rifiuti ancora alti e quindi da una inadeguata copertura dei costi di gestione dei rifiuti urbani”.











