HomePolitica#raccontiamoglieletti Viviana Guarini, M5S: "Noi del Movimento non diciamo solo no"

#raccontiamoglieletti Viviana Guarini, M5S: “Noi del Movimento non diciamo solo no”

In attesa della ratifica del nuovo Consiglio regionale, i 7 neo-eletti del Movimento 5 Stelle scaldano già i motori per la loro prima esperienza in via Capruzzi. C’è curiosità attorno alle iniziative ed alle strategie che i pentastellati adotteranno all’interno dell’assemblea pugliese: riproporranno il muro contro muro che nel 2013 chiuse la strada del Governo a Pier Luigi Bersani o strizzeranno l’occhio alle avances di Michele Emiliano? Per Viviana Guarini non ci sono dubbi: “Nessun accordo con Emiliano. Abbiamo tante proposte per cambiare la Puglia, non sappiamo solo dire no”.

Ambiente e salute. La più giovane eletta – appena 27 anni – è già sul piede di guerra. Due dei temi caldi dell’appena trascorsa campagna elettorale – ambiente e salute – rientrano a pieno titolo fra le sue competenze. Un curriculum che vede affiancate la Laurea in Psicologia a Urbino ed un duraturo impegno sulle questioni ambientali. “Erroneamente si pensa che il Movimento sia nato solo per distruggere a suon di no tutte le proposte che arrivano dai partiti – spiega Guarini – In realtà dietro ogni no si nasconde un sì convinto. Per esempio, diciamo no agli inceneritori e sì ad una solida campagna Rifiuti zero”.

Il Movimento per la Puglia. “La Puglia – prosegue la consigliera – ha bisogno di cambiare. Il Movimento porterà nel nuovo Consiglio regionale tutte le proposte del nostro programma elettorale”. A chi contesta la scelta del Movimento di non accettare l’assessorato all’ambiente offerto da Micheie Emiliano ad Antonella Laricchia subito dopo la chiusura delle urne, Guarini risponde: “Con quella mossa Emiliano s’illudeva di poterci zittire, tenerci buoni al posto nostro – ammonisce Guarini – Noi non ragioniamo in termini di poltrone da occupare. Non condividiamo nulla con le formazioni politiche poco trasparenti”.

Un impegno che, come rassicura Viviana Guarini, sarà diviso fra aula consiliare e piazze. “I cittadini hanno il diritto di monitorare l’azione degli eletti, sono loro i nostri datori di lavoro – spiega la consigliera – In questo l’impegno del Movimento 5 Stelle è già sotto l’occhio di tutti: agorà nelle piazze, confronto sul web, contatto diretto fra parlamentari e cittadini”.

Questione di genere. Giovane e donna, Viviana Guarini pare una delle eccezioni fra i 50 eletti del nuovo Consiglio regionale. Ha già destato scalpore l’assenza delle donne fra le fila della maggioranza, soprattutto dopo l’acceso dibattito sul mancato inserimento della doppia preferenza di genere nelle legge elettorale pugliese. “Ero presente fra il pubblico a quel dibattito – ricorda Guarini – Al di là delle parole di indignazione, spesso pura propaganda, che si spesero in quel frangente, credo che la questione sia prettamente culturale. Le nostre 4 elette dimostrano che la rappresentanza di genere è garantita quando le decisioni vengono affidate direttamente ai cittadini, come nell’esesmpio delle nostre Regionarie, lontane dalle stanze chiuse della politica a cui purtroppo siamo abituati”.

Il consenso del M5S in Puglia. Il buon risultato elettorale ottenuto dai 5 stelle in Puglia è però in parte “macchiato” dai dati reali. A guardare le cifre delle ultime tre apparizioni del Movimento in Puglia – Politiche 2013, Europee 2014, Regionali 2015 – si riscontra un forte calo di preferenze: dalle 563.243 preferenze nel 2013 per la Camera alle 275.114 delle appena trascorse elezioni regionali.

Per Guarini la causa è da rinvenire lontano dalle basi del Movimento. “Non credo che il minor numero di voti sia imputabile, se non in minima parte, ad un clima di sfiducia maturato intorno a noi – motiva Guarini – I parlamentari del Movimento hanno mantenuto tutte le promesse fatte in campagna elettorale, a partire dall’autoriduzione degli stipendi in favore di un fondo per le PMI. Non ho paura di affermare – rincala la dose Guarini – che la vera causa del dimezzamento delle preferenze è il voto di scambio, con una fetta di elettori disposta a vendere il proprio voto per una manciata di euro. Un fenomeno molto più vivo quando la tornata elettorale riguarda istituzioni percepite vicine dal cittadino, come nel caso delle regionali”.

Anche il voto “inquinato” da forme di propaganda borderline è uno dei fenomeni distorti che il Movimento si propone di combattere. “Forse non tutti sanno che l’obiettivo finale dei 5 stelle non è governare – conclude Guarini – ma bonificare lo scenario politico. Quando tutto questo sarà scomparso vorrà dire che avremo raggiunto il nostro obiettivo e non avremo più ragione d’esistere”.

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Lino Castrovilli
Lino Castrovilli
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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