Teppisti, delinquenti, facinorosi. Sono solo alcuni dei termini che spesso vengono accostati agli ultras, ossia le frange più oltranziste del tifo calcistico. Agli occhi dell’opinione pubblica rappresentano un’autentica tribù piuttosto indecifrabile. Ma dietro la narrazione di media, opinionisti e operatori di pubblica sicurezza si muove un universo intriso di sentimenti radicali, regolato da specifiche leggi non scritte, animato dalla fede, tanto irrazionale quanto trascinante, per i colori di una maglia e di una città.
Lamberto Ciabatti, autore tv e documentarista che lavora con le principali emittenti televisive e piattaforme di streaming, nel suo libro “Ultras. Ogni maledetta domenica, vincere o perdere non conta”, pubblicato da Sem – Società Editrice Milanese, ribalta la prospettiva, confutando luoghi comuni, pregiudizi e retoriche abusate. Come? Semplicemente dando per la prima volta voce a chi fino adesso ha scelto di parlare solo con i cori e gli slogan da striscione.
E così, da Nord a Sud, da Milano a Roma, da Torino a Bari, da Bergamo a Palermo, nelle pagine del libro sono raccolte le testimonianze esclusive di chi ha animato per decenni le curve più calde della penisola. Una storia alternativa dell’Italia, a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, attraverso miti, simboli e rituali di una controcultura irriducibile.
Tra sogni infranti, delusioni cocenti e certezze inscalfibili, l’autore propone la galassia ultras in maniera inedita, con toni diretti e mai scontati, senza fronzoli. Uno spaccato di un mondo da scoprire e da rivisitare attraverso una differente chiave di lettura.











