HomeSpecialiElezioni 2015Regionali, lo "strano caso" di Cerignola

Regionali, lo “strano caso” di Cerignola

Cerignola può vantare un record di tutto rispetto in Puglia avendo, sin dagli anni settanta, avuto quasi sempre almeno un rappresentate in Consiglio.  Da Pinuccio Tatarella (dal 1973 al 1979) fino ad arrivare ad Elena Gentile (2005 – 2014), passando per Salvatore Tatarella e Roberto Ruocco. Due di questi Ruocco prima e Gentile poi sono stati anche assessori rispettivamente con Fitto e Vendola. Se non è un record per una città di provincia, poco ci manca e comunque in questi quarant’anni i cerignolani si sono ben abituati. Per carità, non è certamente la soluzione di ogni male ma, è un dato importante per lo sviluppo del territorio.

In questa tornata elettorale la città che diede i natali a Di Vittorio vanta 4 candidati importanti Michele Longo nel Pd, Pippo Liscio nella lista Emiliano Sindaco di Puglia, Antonio Gianntempo per Oltre con Fitto e Fabrizio Tatarella nel Movimento Schittulli.

I quattro hanno anche il vantaggio rispetto ad altri candidati di poter contare su una affluenza più alta perchè a Cerignola in contemporanea si vota con le comunali che possono influenzare, sia nei rapporti di forza che negli esiti le regionali.  Nonostante questo, la città corre il concreto rischio di restare senza rappresentanza nel Consiglio regionale.

Il perchè è presto detto.

Dopo la riduzione dei seggi da 70 a 50 con l’ultima legge elettorale, in provincia di Foggia vengono assegnati solo 8 seggi, 5 a chi vince e 3 alle opposizioni.

Dando per probabile il successo di Michele Emiliano, nei 5 seggi che spettano alla maggioranza Longo e Liscio hanno scarse possibilità di superare rispettivamente Campo e Piemontese nel Pd o Di Gioia nella lista Emiliano. L’ assessore uscente al bilancio regionale, in particolare, trarrà molto probabilmente un  vantaggio dalla sua gestione di una delle deleghe più importanti, se non la più importante.

Secondo tuti i sondaggi e le proiezioni effettuate nelle scorse settimane, i 3 seggi spettanti alle opposizioni in provincia di Foggia potrebbero a ben ragione essere assegnati al Movimento 5 Stelle, con la foggiana Barone data per favorita, ed a Forza Italia, dove con molta probabilità la più suffragata potrebbe essere la cognata del Sindaco Landella, Michela Di Donna e alla Lista Schittulli, che proprio in Capitanata ha la lista più “forte” di tutta la Regione.

Uno scenario che potrebbe profilarsi è che 6 seggi su 8 sarebbero tutti assegnati a politici ed esponenti del capoluogo e solo uno in provincia grazie a Paolo Campo già Sindaco di Manfredonia. Nessun seggio, invece, per Cerignola. Il più grande paese della provincia di Foggia dopo il capoluogo rischia concretamente di restare fuori da tutti i processi decisionali regionali.

Sembra molto improbabile che un seggio riesca ad essere assegnato alla lista Oltre con Fitto, che in Provincia di Foggia, in confronto alle liste messe in campo nelle altre Province pugliesi, appare più “debole”, e peraltro è nota la problematica, ancora non risolta, delle mancate dimissioni in tempo utile del rappresentante cerignolano Giannatempo, per cui potrebbe anche scattare l’ineleggibilità.

Ad oggi le speranze di Cerignola di poter avere un proprio rappresentante in Consiglio regionale appaiono affidate a Fabrizio Tatarella che peraltro rispetto agli avversari della sua lista ha il vantaggio delle elezioni comunali, mentre a Foggia e in provincia il rischio astensione è altissimo.

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Redazione
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