Matteo Renzi ha aperto ieri sera, venerdì 9 settembre, la Festa dell’Unità di Lecce. In un Politeama gremito ha portato a militanti e simpatizzanti del Pd salentino le ragioni del ‘Sì’ al referendum: “È finito il tempo in cui in Europa si sorride di noi. Ma perché finisca davvero l’Italia deve dimostrarsi capace di cambiare”.
Ma il Segretario nazionale del Pd, dal palco del teatro leccese, apre anche a modifiche sull’italicum: “La legge elettorale si può cambiare. Ascoltiamoci, sediamoci a un tavolo, e arriviamo a trovare una soluzione. È legittimo votare No, ma chi vota No si tiene l’Italia nella palude” . “Quelli della vecchia guardia, protagonisti di tante riforme mancate, sono tutti per il No”.
Le proteste
In una blindatissima piazza Sant’Oronzo e via XXV Luglio, non sono mancate le proteste. Ad accoglierlo le manifestazioni dei lavoratori della scuola, della ex Bat e del Gruppo Palumbo.
L’incontro con Perrone
Nella sua visita lampo nel capoluogo salentino, Matteo Renzi ha incontrato in Prefettura anche il sindaco di Lecce, Paolo Perrone. “Ho chiesto un’attenzione particolare e diretta verso la città da parte del Governo. È stata l’occasione per sottoporre al premier alcune questioni importanti legate allo sviluppo del territorio, a cominciare dallo sblocco definitivo della realizzazione della strada statale 275 e della vertenza British American Tobacco che con il passare del tempo sta assumendo pericolose derive sociali a causa della situazione di estrema difficoltà in cui versano i lavoratori e le loro famiglie.
Ho poi chiesto un’attenzione particolare e diretta verso la città di Lecce da parte del Governo per interventi strategici relativi alla riqualificazione urbana e alla sicurezza delle periferie, per interventi di adeguamento al Piano di tutela delle acque e per quelli necessari al proseguimento del percorso di riqualificazione e recupero dell’area delle ex Cave di Marco Vito”.











