Fu il silenzio stampa la chiave di volta degli azzurri al Mondiale ’82. Le opache prestazione del girone eliminatorio e le feroci critiche della stampa costrinsero Bearzot a trincerarsi dietro un muro di silenzio, per poter preparare al meglio le “proibitive” sfide contro Argentina e Brasile. Alla fine ebbe ragione: lontani da ogni distrazione, l’Italia conquistò il suo terzo Campionato del Mondo.
Alla vigilia dell’ultima fatica del girone di andata la Pink Bari – che ha scelto il silenzio stampa al termine della sconfitta maturata a Como nel turno precedente – ha bisogno di trovare al suo interno la quiete di Dino Zoff, la cattiveria agonistica di Claudio Gentile, il fiato di Marco Tardelli e la cattiveria sotto porta di Paolo Rossi.
Il blackout di risultati ha complicato non poco la lotta per la permanenza in serie A. La zona playoff è al momento nascosta dietro i monti Orobici e la nebbia della bassa Padana, intrappolata tra seni e golfi di quel lago del ramo di Como. Servono, mai come oggi, 14 finali per tentare la remuntada e riprendere in mano la stagione.
“Abbiamo comunque la certezza che la squadra sarà pronta per affrontare al meglio il girone di ritorno – assicura Malu De Giglio, match analyst della Pink, unico membro dello staff tecnico autorizzato a parlare – Ci siamo confrontate nello spogliatoio, abbiamo le potenzialità per risalire. Le ragazze e lo staff devono lavorare con tranquillità e concentrazione. Ogni componente deve e dovrà fare di più per rimanere in Serie A”
La prima finale è in casa contro il Mozzanica, sabato 24 gennaio alle ore 14:30. Le bergamasche, terza forza del campionato, sono reduci da un roccambolesco 2-2 interno contro la capolista Verona. Agli ordini di Isabella Cardone tutte le componenti della rosa, eccezion fatta per Giulia Olivieri – problemi alla caviglia – e Marina Rogazione – postumi influenzali.
(nella foto di Gaetano Ricciolo, l’ingresso della Pink Bari contro il San Zaccaria)











