Grazie all’accordo raggiunto il 30 giugno 2015 dalla Commissione Europea con il Parlamento e il Consiglio dell’Unione Europea dal 30 aprile ultimo scorso, il roaming internazionale comunemente definito “il tristo mietitore” per chi telefona, naviga, scarica la posta elettronica e si connette ai Social Network nei Paesi dell’Unione europea (oltre a Svizzera, Norvegia e Islanda) fa meno paura.
Infatti si abbassano i costi del roaming e chiamare dai Paesi dell’Unione europea (oltre a Svizzera, Norvegia e Islanda) costerà molto meno. A partire poi, dal 15 giugno 2017, i costi aggiuntivi verranno definitivamente azzerati.
L’accordo raggiunto prevede il pagamento della tariffa prevista dal propria compagnia telefonica, con un’aggiunta di 5 centesimi al minuto per le chiamate in uscita, 1 centesimo al minuto per le chiamate in entrata, 2 centesimi per inviare sms e 5 centesimi a Mb per navigare su internet (IVA esclusa).
Quindi il massimo vantaggio con le nuove tariffe, secondo quanto riportato, lo ottiene ovviamente chi ha un piano tariffario con minuti, SMS e navigazione inclusa, perché in quel caso chiamate, messaggi e navigazione vengono scalati dalle soglie e si paga solo l’extra, almeno in teoria.
L’obiettivo è quindi quello di abbattere le barriere che rendono sempre più difficili ed antieconomiche le comunicazioni tra i cittadini dell’Unione.
Ma il roaming sparirà veramente nel giugno 2017?
Il provvedimento europeo, in cantiere dal 2013, è frutto del sudato accordo raggiunto la scorsa estate da Commissione e Parlamento con il Consiglio Ue.
Monique Goyens, Presidente dell’Associazione dei consumatori europei (Beuc), aveva già spiegato che “il demonio è nel dettaglio dell’accordo Ue, visto che l’abolizione dei prezzi del roaming dipende dal completamento della revisione del mercato all’ingrosso” e lo stesso accoro era stato messo in discussione da Dario Tamburrano, eurodeputato M5S (qui il link del suo blog) e relatore ombra del provvedimento al Parlamento europeo, che al termine del voto bollò come “farlocco” l’accordo, perché , aveva dichiarato, “cede a un’abolizione del roaming ritardata e condizionata in cui le compagnie telefoniche potranno scaricare i mancati profitti sulla maggioranza dei cittadini, compresi coloro che non lo utilizzano, non sanno cosa sia o non viaggiano mai all’estero”, puntualizzando inoltre che “Il regolamento Ue dispone che se gli operatori possono dimostrare che non sono in grado di recuperare i loro costi, incidendo sui prezzi interni, le autorità nazionali di regolamentazione potrebbero autorizzarli ad imporre, in casi eccezionali, maggiorazioni minime per recuperarli”.
“In altre parole – conclude – il roaming continuerà ad essere pagato anche dopo il 2017”.
Di diversa opinione invece Guenther Oettinger commissario europeo per l’economia e la società digitali che ha incalzato gli scettici “Queste regole difendono il diritto di ogni cittadino europeo di avere accesso a contenuti internet di sua scelta senza interferenze o discriminazioni”, sottolineando come le nuove norme “evitano la frammentazione in un singolo mercato europeo facilitando rapporti e scambi attraverso i confini”.
Solo il tempo ci dirà chi ha ragione. Nel frattempo possiamo soltanto attendere gli sviluppi.











