In base ai dati forniti dall’Ufficio Statistica del Ministero degli Interni, i provvedimenti di sfratto sono aumentati di oltre il 5%. Oltre 70mila interventi complessivi che rappresentano un grosso incremento
Il raffronto con i dati riferiti all’anno 2013 evidenzia per i provvedimenti di sfratto emessi un incremento in Italia del +5%. Tale incremento risulta più rilevante in Molise (+86,1%), Puglia (+57,9%), Marche (+37,2%), Trentino Alto Adige (+32,2), Sardegna (+23,5%), Liguria (+19,6%) e Abruzzo (+17%). Al contrario una flessione si è registrata in Basilicata (-32,3%), Sicilia (-23,3%), e Emilia Romagna (-11%).
A livello provinciale sono ben 51 le province che presentano il rapporto sfratto/famiglie inferiore a quello nazionale e, di queste, 9 sono province dei grandi comuni. Al primo posto si colloca Barletta-Andria-Trani (uno sfratto ogni 133 famiglie), seguono Prato (1/151), Savona (1/165), Asti (1/172), Monza e della Brianza (1/192) e Bari con uno sfratto ogni 196 famiglie.
La regione che presenta il maggior numero di sfratti eseguiti con l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario è la Lombardia con 6.640 sfratti eseguiti (pari al 18,4% del totale nazionale), seguita dall’Emilia Romagna (n. 5.472, pari al 15,2%), dal Lazio (n. 3.503, pari al 9,7%), dalla Toscana (n. 3.323, pari al 9,2%), dal Veneto con 2.682 (7,4%), dalla Campania con 2.631 (7,3%) e dal Piemonte con 2.345 (6,5%).
Un notevole incremento si registra anche in provincia di Foggia, soprattutto nella Pentapoli (Cerignola, Foggia, Lucera, Manfredonia e San Severo), con un aumento di oltre il 60% complessivo degli interventi dell’Autorità Giudiziaria.
“Questo è un segnale evidente di una crescita esponenziale della tensione abitativa e di una risposta inadeguata da parte degli enti locali e delle istituzioni regionali e nazionali”. A denunciarlo è Juri Galasso, segretario provinciale di Foggia della Feneal-Uil. “Un dato tanto più allarmante a Foggia – ma anche nei grandi comuni della Pentapoli – dove il comparto edile ha rappresentato da sempre il principale motore di sviluppo per il territorio. La crisi economica fa sentire il suo peso ma è anche evidente l’insufficienza delle risposte “individuate” dalle istituzioni. I vari interventi andrebbero ripensati e rilanciati nell’ambito di una visione “sistemica” tenendo conto anche delle necessità di tutela dell’arredo urbano, del patrimonio pubblico, e di riqualificazione di centri storici, aree verdi e periferie”.
A questo proposito Juri Galasso rimarca come “la realizzazione di nuovi centri commerciali nel capoluogo potrebbe avere un impatto notevole sulla fisionomia e sull’identità della città. Processi di questa importanza non possono essere lasciati al caso ma devono essere al centro di un confronto serio e pacato. La città, le città, vanno ripensate globalmente: altrimenti le risposte che potremo dare all’emergenza abitativa saranno sempre poca cosa rispetto alla portata dei problemi sul campo”.











