In presenza della maggioranza dei dirigenti, soci fondatori e invitati, si è svolta sabato 18 febbraio a Bari la riunione del Consiglio Nazionale del Partito NDCE (Nuova Democrazia Cristiana Europea). La riunione è stata presieduta dal Presidente, Filiberto Palumbo. L’ordine del giorno prevedeva l’esame della situazione politica alla luce dei più significativi avvenimenti che, di recente, hanno segnato la vita politica all’interno dell’Italia e dell’Unione europea.
Particolare attenzione è stata riservata all’attuale geografia politica in Italia e alle logiche che i Partiti ormai perseguono pur di mantenere i loro equilibri nell’ambito del potere generalizzato, ignorando ogni loro originaria ideologia: la situazione politica in Italia si è mostrata del tutto allarmante e, come tale, fonte di assolute incertezze.
Da qui il proposito, come confermato anche dai numerosi interventi, di creare una grossa e stabile formazione di centro, cui resterà affidato il compito di contribuire a riequilibrare le forze politiche presenti in Parlamento.
Si è detto che bisogna pensare a una nuova legge elettorale che sia rispettosa del ruolo primario che spetta al Cittadino all’interno della Politica e della Pubblica Amministrazione; bisogna incoraggiare chi si è allontanato dalla vita politica, spesso rinunziando anche all’esercizio del suo diritto di voto; bisogna indicare ai giovani la via migliore per partecipare attivamente alla Società, evitando le “fughe di cervelli” che impoveriscono sensibilmente il nostro Paese; bisogna migliorare la Sanità e la Giustizia, la cui gestione da sempre rappresenta il biglietto da visita di uno Stato civile.
Ulteriore oggetto di discussione è stato quello relativo alla presenza in Italia di sempre più numerose sigle politiche che richiamano direttamente, o solo indirettamente, la Democrazia cristiana. Il riferimento, fatto dal Presidente di NDCE, è stato soprattutto al contenzioso che si è generato a seguito di ricorsi alla giurisdizione, promossi da chi ritiene di essere l’esclusivo proprietario di quel glorioso simbolo.
L’esame della giurisprudenza, maturata a seguito del contenzioso tra DC e UDC, porta alla conclusione condivisibile secondo cui a UDC non può essere negato il diritto a utilizzare il simbolo della DC storica e neppure la dicitura “Libertas”. Ciò in quanto, così come è stato ribadito dalla Sezioni Unite della Corte di Cassazione, “il Partito della democrazia cristiana non è la storica Democrazia cristiana, e … va esclusa, perché mai dimostrata, alcuna continuità che abbia rilevanza giuridica tra le due associazioni”. A seguito di tale sentenza, “il partito di Pizza non può quindi rivendicare l’uso del simbolo con la scritta Libertas e allo stesso tempo non può essere negato all’Udc il diritto di utilizzarlo” .
E’ stato rilevato nel corso dell’ampia discussione – che ha caratterizzato la seduta del Consiglio nazionale NDCE – che, per quanto il contenzioso di che trattasi abbia interessato soggetti diversi (DC e UDC), l’interpretazione data dalla Corte suprema interessa anche gli altri Partiti politici, che adottano il simbolo DC – Libertas e, dunque, anche Nuova Democrazia Cristiana Europea che, peraltro, presenta notevoli elementi di novità e di diversità rispetto al vecchio Partito. Al che va aggiunto che vi è ancora massima incertezza sull’esistenza in vita della vecchia formazione politica, dal momento che il Tribunale di Roma ha, di recente, invalidato le deliberazioni del Congresso nazionale DC del 10/11 novembre 2012 e tutti gli effetti ad esso consequenziali.
Durante l’incontro di Bari, si è anche discusso della linea politica che il nuovo Partito dovrà adottare nel prossimo futuro e si è convenuto sulla necessità di essere presenti alle prossime competizioni elettorali, indicando la propria linea politica in via autonoma o anche in stretta sintonia con altre formazioni politiche compatibili, che possano condividere l’impegno di NDCE a restituire ai Cittadini il controllo della vita politica.
Tanto valga all’interno del nostro Paese, in Europa e in tutti i luoghi ove sono presenti Cittadini italiani che intendono partecipare a un programma di libertà, di rispetto dei diritti, di garanzie per i più deboli e, soprattutto, di riconoscimento ai più giovani della loro legittima aspirazione a contribuire, con lo studio e con il lavoro, alle sorti della nostra Nazione.
Il Presidente Filiberto Palumbo, a conclusione dei lavori, dopo aver dato atto dell’apertura di numerose nuove Sezioni del Partito e della nomina di altrettanti Coordinatori, ha invitato il Consiglio direttivo e tutti coloro che si riconoscono nella nuova formazione politica ad avviare il tesseramento in tutto il Paese.











