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Il Vittorioso al Teatro Palazzo

Non ce ne vorrà Vittorio Feltri se prendiamo in prestito il titolo di uno dei suoi ultimi libri per brandizzare la spettacolare lezione che un altro Vittorio, Sgarbi, ha dedicato la scorsa sera al pubblico barese.

In scena presso il teatro Palazzo del capoluogo pugliese: Caravaggio. Sala sold out per il personaggio Vittorio? Per l’artista Caravaggio? Di sicuro chiunque alle 23. 30, sganciato il deretano dalla poltrona è uscito arricchito.

Vittorio, coinvolge con la sua onniscienza artistica e sconvolge coi sui continui-rimandi-al-presente. Chi era questo milanese che arrivò a Roma per diventare un grande e abbandonò la capitale da miserrimo assassino? Un Pasolini del 1600. Un lusingatore di beltade.

Ma tutto è bellezza: strade e palazzi, Giuda e santi, dame e puttane. Non c’è legge che regola l’amore, non c’è amore che detta le leggi; vale tutto finché non ci sono limiti. Un esempio: il matrimonio. Non si risparmia il critico nel nell’obiezione alle unioni civili; prima tra tutte il matrimonio.

Ricorda ancora il suo amico, l’altro Vittorio: “Sono contro il matrimonio perché sono contro il divorzio, che costa troppo e comporta il rischio di sposarsi di nuovo, perpetuando i guai”. Ricalca il presente con una penna che scivola per 400 anni. Le anime del regista, poeta, scrittore e quella del pittore si intrecciano nella trama di un destino che solo un appassionato come Sgarbi può sgusciare dalle sinapsi della storia dell’arte. I volti che satellitarono intorno la vita di Pasolini sono la transustanziazione di quei poveri-magnifici-acerbi spiriti immortalati da Amerighi. Una serata in cui tutto è originalità.

Un destino ne fa dei due la faccia opposta della stessa medaglia. L’uno muore assassino, l’altro assassinato. Vittorio parla al suo pubblico col torace aperto.

Senza filtri, compreso quando non risparmia parole al vetriolo contro il presidente della Regione Michele Emiliano.

Il riferimento agli olii, alle religioni, al degrado civico, alla crisi civiltà e alla mancanza di consapevolezza e del rispetto per la storia, la nostra; tutto è degrado e l’autore di “Dall’ombra alla luce” – questo il titolo dell’ultimo libro – non teme di tirarlo fuori dal  fodero della sua cruda onestà intellettuale. Un altro grande successo dell’instancabile Vittorio Sgarbi. Nessuno tocchi Caino.

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Maria Pia Ferrante
Maria Pia Ferrante
Nata a Bari nel 1982, laureata in Farmacia, è insegnante e pubblicista. Appassionata di cinema e musica, vivrebbe ovunque purché davanti un palco o un grande schermo. Mischia cucina e alchimia. Sunset victim; rock fanatic. Girovaga per festival e si commuove sempre sulla sigla di Fuori Orario

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