Un mozione unitaria, e bipartisan, è stata presentata ieri in Consiglio regionale dai consiglieri salentini Ernesto Abaterusso (PD), Andrea Caroppo (FI), Saverio Congedo (COR) e Mario Pendinelli (Emiliano Sindaco di Puglia) per chiedere al Governo regionale ad attivarsi per mettere in campo ogni iniziativa necessaria affinché siano affidati, senza ulteriori indugi e con tutti i controlli necessari sulle procedure, i lavori di realizzazione della Strada Statale 275 che collega Maglie con Santa Maria di Leuca.
La mozione chiede alla Giunta regionale di valutare la possibilità di intraprendere adeguate iniziative, nei confronti di Anas, per il mancato avvio dei lavori e, qualora questi non fossero garantiti, chiedere alla società un adeguato ristoro per i danni subiti dai territori e dai cittadini della provincia di Lecce che da oltre vent’anni aspettano di vedere realizzata questa infrastruttura.
“È inaccettabile – dichiarano i consiglieri salentini – che ancora una volta le nubi si abbattano sul progetto della 275 e che, dopo anni di rimpalli, udienze e carte bollate, quando sembrava che i lavori stessero per iniziare, siamo costretti, ancora una volta, a subisce una tale battuta d’arresto.
Auspichiamo che Anas comprenda, una volta per tutte, la necessità e l’urgenza di mette in sicurezza questa arteria e proceda, quando prima e senza alcun indugio, all’affidamento dei lavori.
Se ciò non dovesse avvenire le conseguenze per i cittadini del basso Salento sarebbero pesantissime così come pesantissimo sarebbe il prezzo da pagare per tutte quelle aziende che qui risiedono e su un settore strategico come il turismo.
Uno spettro che da tempo aleggia su un territorio come il nostro e che va assolutamente allontanato perché una cosa è certa: la Puglia non può andare avanti con procedure infinite che durano decenni e che non portano alcun beneficio né in termini economici né sul piano della sicurezza.
Se vogliamo vincere le sfide della competizione e della modernità, se vogliamo che la Puglia viaggi tutta alla stessa velocità e non ci siano zone penalizzate, se vogliamo superare quel gap infrastrutturale che pesa come un macigno occorre intervenire. E occorre farlo il più velocemente possibile”.











