Confindustria Puglia ha chiesto alla Regione di congelare, in attesa della prossima sentenza di merito del Consiglio di Stato, la clausola di salvaguardia prevista in una deliberazione della Giunta regionale dello scorso marzo, che riguarda alcune modifiche allo schema tipo di accordo contrattuale delle strutture sanitarie accreditate per l’attività ambulatoriale.
La richiesta è stata fatta nella seduta della III commissione consiliare presieduta da Luigi Manca. La clausola di salvaguardia prevede la rinuncia, da parte della struttura sanitaria, all’eventuale contenzioso in corso. Confindustria ritiene vessatoria tale disposizione con grave pregiudizio al regolare svolgimento dell’attività sanitaria e ai ricorsi pendenti.
Secondo l’organizzazione degli industriali non c’è alcun atto ministeriale che preveda tale misura per la Puglia. C’è solo un’indicazione nel 2014 del Tavolo Massicci (la Puglia era all’epoca sotto Piano di rientro, cui ha fatto seguito il Piano operativo attualmente in vigore, ndr), a differenza di altre regioni costrette a introdurre la clausola di salvaguardia per via di una situazione finanziaria critica.
Di qui la richiesta di congelamento nell’applicazione della misura fino alle determinazioni del Consiglio di Stato, unitamente all’invito a ragionare sull’effettiva efficacia delle misura che non andrebbe a incidere – secondo Confindustria – sulla tenuta dei conti.











