È arrivata a Melpignano e ha infiammato l’estate salentina la storica rock band italiana dei Subsonica, che ha affascinato generazioni di ascoltatori, con un sound inconfondibile e un ritmo cadenzato e unico. Nella sera del 13 agosto, all’interno del “Tagghiate Urban Fest“, nel Palazzo Marchesale, ha raccolto sotto al palco diverse generazioni di ascoltatori e fan per un appuntamento unico e atteso.
“Questa terra ci ha adottato, ci sentiamo salentini”, hanno dichiarato a inizio concerto, accolti da una calda serata di agosto, ma da un venticello rinfrescante che ha refrigerato i circa mille spettatori presenti sul prato bagnato a due passi dal meraviglioso castello.

Ben trent’anni di carriera celebrati con un tour in giro per l’Italia, dove la band nata a Torino ha portato avanti lavori vecchi e l’ultimo album “Terre rare“. Un’occasione per incontrare i fan di sempre e ieri sera gli storici seguaci salentini, quelli che li hanno conosciuti ai tempi del Babilonia.
I Subsonica hanno suonato per oltre due ore, facendo un percorso musicale in cui si è partiti dal 1996 fino a finire al 2026 con la presentazione di alcuni pezzi di “Terre rare”. Un album, l’undicesimo della carriera, definito dallo stesso gruppo “presente spietato e immaginazione”, per il quale i componenti si sono trasferiti in Marocco, a Essaouira, dove hanno lavorato a stretto contatto e insieme a musicisti locali, suonando con nuovi strumenti e sonorità.

Samuel, Max, Boosta, Ninja e Vicio, hanno dato vita alla loro produzione artistica, zigzagando tra pezzi classici e recenti. E parlando di temi del passato, rendendo omaggio alle radio libere, grazie alle quali sono nati, e a quelli attuali come la sofferenza della Palestina, le guerre in giro per il mondo che causano violenza e alimentano odio. “La cosa più rivoluzionaria che possiamo fare è proteggere le nostre democrazie”, hanno gridato dal palco.
Con “Terre rare” i Subsonica affrontano temi contemporanei come la migrazione, la guerra, il controllo tecnologico, tentando, attraverso le canzoni, di raccontare un contenuto.

Non sono mancati i momenti in cui, con ironia, si sono ricordati i momenti di crisi del gruppo. “Andare via dà il coraggio, l’entusiasmo e la forza per tornare ancora più forti”, hanno dichiarato, consapevoli che la vita a volte prende strade diverse.
Nel finale, non è mancato il classico “Tutti i miei sbagli”, che ha fatto cantare e ballare tutti, con il ritmo rock inconfondibile del gruppo.












