Una due giorni di congresso sull’impegno della terapia intensiva nel recupero di un paziente in coma a Lecce ha visto riuniti nella sala conferenze Torre del Parco gli specialisti della Sinv, Società interdisciplinare neuro vascolare.
A fare gli onori di casa il dottor Giuseppe Pulito, primario della Rianimazione del “Vito Fazzi” di Lecce mentre tra i relatori si sono succeduti medici di tutte le discipline che operano in rianimazione, dal neurologo al neuro rianimatore, dal neurochirurgo al neuroradiologo. Ospite speciale il professor Tommaso Fiore, direttore del Dipartimento di Emergenza-urgenza del Policlinico di Bari, già assessore alla Salute della regione.
«Il congresso è importante perché la situazione di coma non è unica e ben definita– ha spiegato il dottor Pulito. Etichettare un paziente in coma vegetativo significa abbandonarlo, però si è visto che l’abbandono porta sempre a morte. Molte volte invece, impegnandosi al recupero, questi pazienti hanno la possibilità di dare delle risposte neurologiche adeguate».
Fra le nuove metodiche illustrate, l’ecocolordoppler, lo studio con ultrasuoni del flusso cerebrale che apre la strada a un nuovo campo di sicura applicazione in neuro rianimazione.
Momento clou dell’evento l’assegnazione del premio Daniele di Castri alla dottoressa Marigia Spada (in foto). Le motivazioni della commissione: «la riduzione della nefrotossicità, un fattore limitante per l’utilizzo della colistina, un antibiotico considerato spesso l’ultima risorsa in terapia intensiva per cercare di sconfiggere le infezioni gravi dei pazienti critici».
La dottoressa Spada, di Ostuni, ha poi commentato: “Ho sempre desiderato diventare il medico di alto profilo, chiamato a decidere situazioni importanti e salvare la vita alle persone”.
Alla giovane vincitrice il premio in denaro è stato consegnato dalla moglie del compianto anestesista Daniele di Castri, in servizio per molti anni a Lecce, a Nardò e infine a Copertino, dove è deceduto 8 anni fa.
Fonte: Salute Salento (www.salutesalento.it)











