Mancano poche ore all’assegnazione delle nuove sedi farmaceutiche in Puglia, ma da ieri la Regione pare dispensare informazioni sulla connessione sede-cognome.
Il cosiddetto “Concorsone” partorito all’epoca del governo Monti per rivoltare Tartaglia e tutto lo scibile matematico fu fondato sulla somma delle arance con le mele che si traduce con l’acquisizione delle sedi per associazione di più farmacisti e senza concorso alcuno.
Nella fattispecie nulla ha fatto per efficientare il sistema della dispensazione farmaceutica e l’assegnazione delle farmacie attraverso un percorso per meriti e per concorso. In due parole le farmacie restano compravendibili ed ereditabili.
Il bando del concorsone prevedeva invece che per esempio fossero sommabili i voti di laurea dei professionisti al pari dei titoli acquisiti durante il percorso formativo e professionale. Un criterio impermeabile alla logica.
Nei fatti invece sul prezzo dei medicamenti e sugli orari delle attività vale il principio della liberalizzazione; in diretta proporzionalità con ingerenze le commerciali e il disorientamento dei clienti, che, in questi casi sono innanzitutto pazienti.











