HomePoliticaTrump divora la mela di Apple

Trump divora la mela di Apple

“Persuaderemo Apple a costruire i suoi dannati computer qui e non negli altri Paesi”, tuona il tycoon americano Donald Trump, famoso per la sua eccentricità e capacità di attirare i media su di sé. E ancora, per avallare questa bordata alla casa della Mela morsicata: “Applicheremo una tassazione del 35% su ogni prodotto statunitense prodotto oltreconfine.”

Duro, rapido, rocambolesco quanto efficace, Trump incarna perfettamente  il politicamente scorretto, che non teme di parlare direttamente alle corde delle paure del Paese. Il suo patrimonio miliardario gli permette di essere un candidato autonomo nei finanziamenti e nella promozione di se stesso. Lui, in lizza alle primarie per le presidenziali 2016 in quota repubblicana, è il personaggio più discusso e chiacchierato. Contrario all’Obamacare, all’innalzamento del regime fiscale, contro l’inasprimento della vendita d’armi, ruvido nei confronti dell’immigrazione: “Proteggeremo i nostri connazionali, bisogna bloccare immediatamente l’immigrazione di natura islamica e mettere sotto controllo internet”, è lo spettro che più impensierisce Hillary Clinton, sua principale avversaria sul fronte democratico.

Se lei perde terreno nei sondaggi, Donald vola e l’appoggio a sorpresa dell’ex governatrice  dell’Alaska (candidata vice-Presidente nel 2008 col Repubblicano McCain) Sarah Palin, nonché reginetta dei Tea Party (che fino ad oggi sono stati freddi con Trump), potrebbe portare ossigeno importante, decisivo, il 1° Febbraio nell’Iowa, dove le assemblee degli elettori s’esprimeranno sui candidati.

Storicamente, gli Usa cavalcano i moti di protesta sino alle votazioni, quando, un senso di pragmatismo, premia il candidato più esperto e con maggiore appeal internazionale. Eppure, finita la magia del “Primo Presidente nero” e degli scarsi risultati sullo scacchiere geopolitico, non è detto che il movimento anti-tasse, il terrorismo e la moria di lavoro con la produzione delocalizzata, non spingano gli elettori a provare una strada meno moderata, e chissà, più risolutiva.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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