Dopo lo scoppio della pandemia, esiste un turismo pre Covid e un turismo post Covid. L’emergenza sanitaria, economica e sociale degli ultimi due anni ha significativamente mutato i paradigmi che sovrintendono al funzionamento del mercato turistico mondiale. Alcuni fenomeni che già si imponevano sulla scena, ad esempio la sempre più avvolgente digitalizzazione, si sono ritagliati nuovi spazi, così come aspirazioni quali la sostenibilità e la responsabilità hanno trovato nuova linfa. Nuovi contesti che si innestano in uno scenario di crisi, aggravata anche dalle recenti tragiche notizie geopolitiche che provengono dalla terra di Ucraina.

I diversi saggi che compongono il volume “Turismo 4.0”, curato da Giovanni Gregorini, professore ordinario di Storia economica nella Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nonché direttore del Dipartimento di Scienze storiche e filologiche dello stesso ateneo, e da Riccardo Semeraro, ricercatore in Storia economica presso la Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Brescia), propongono le molteplici concretizzazioni del turismo e le relative implicazioni economiche, sociali, linguistiche e imprenditoriali.

L’opera, pubblicata da Vita e Pensiero, si compone di tre macro-sezioni. Nella prima parte si ripercorre la storia del turismo in età contemporanea, nella seconda e nella terza trovano, invece, spazio le ricerche di linguisti, sociologi, esperti del marketing e delle scienze aziendali che, in particolare, focalizzano la propria attenzione su digitalizzazione e turismo smart.

Obiettivo principale del libro, i cui contenuti rappresentano il frutto delle ricerche sviluppate presso l’Università Cattolica di Brescia, è quello di alimentare, con contenuti innovativi, il rapporto con i soggetti istituzionali del territorio coinvolti da tempo attraverso il servizio Cattolica per il turismo.

 

 

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