HomePoliticaSprechi in Regione Puglia, FdI alza il tiro sul caso Mensa

Sprechi in Regione Puglia, FdI alza il tiro sul caso Mensa

Non più mezzo milione, ma quasi il triplo. La polemica sulla realizzazione della mensa del Consiglio regionale della Puglia si arricchisce di un nuovo, pesante capitolo finanziario. A riaccendere i riflettori sulla vicenda è il gruppo consigliare di Fratelli d’Italia, guidato dal presidente Paolo Pagliaro e sottoscritto dai consiglieri Tonia Spina, Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri.

Al centro della denuncia c’è la cifra effettivamente sborsata dall’ente regionale per l’acquisto di cucine industriali, cappe e impianti di ventilazione: 1,4 milioni di euro, impiegati – sottolinea il gruppo politico – tramite affidamenti diretti senza gara d’appalto.

Affidamenti diretti e ombre sul passato

Secondo quanto emerso dalle recenti verifiche promosse da FdI, la somma sarebbe stata erogata sotto la gestione dell’ex dirigente Mario Lerario, già noto alle cronache giudiziarie. Un quadro che spinge l’opposizione a parlare apertamente di un “buco finanziario che si allarga” e che solleva interrogativi sulla catena di controllo interna alla Regione.

“Fratelli d’Italia i riflettori su quest’opera li aveva già accesi a febbraio scorso con un sopralluogo e con un’audizione in Commissione Bilancio” ricordano i consiglieri di FdI. “In quell’occasione sostenemmo che 500mila euro per le cucine fossero uno spreco. Oggi scopriamo che la cifra dilapidata è quasi il triplo. È uno sperpero che grida vendetta e su cui la Corte dei Conti dovrebbe far luce per presunto danno erariale.”

La polemica con la Presidenza: “No a operazioni insabbiamento”

La presa di posizione del centrodestra arriva all’indomani della decisione del Presidente della Regione, Antonio Decaro, di bloccare definitivamente i lavori per la struttura di ristoro. Tuttavia, la scelta di chiudere il cantiere non basta a placare gli animi dell’opposizione.

Il nodo della contesa riguarda l’approccio alle responsabilità passate: La linea della Presidenza: Guardare avanti per interrompere l’ulteriore dispendio di risorse pubbliche. La controproposta di FdI: Pretendere un’operazione verità sulla gestione dei fondi e verificare le responsabilità amministrative e politiche.

“Non si può nascondere la polvere sotto il tappeto,” incalza il gruppo di FdI. “Chi ha intascato i soldi per gli impianti? È possibile che siano stati eseguiti lavori di tale entità all’insaputa dei vertici regionali?”

Proposte per il futuro: recupero o donazione dei beni

Oltre alla richiesta di accertare le responsabilità sul presunto danno erariale, Fratelli d’Italia ha avanzato una proposta concreta per evitare che i macchinari già acquistati marciscano nei seminterrati dell’edificio regionale.

Se la mensa non vedrà mai la luce, la richiesta è quella di smantellare immediatamente le cucine in acciaio inox e le relative attrezzature industriali per:

  1. Rivenderle, rientrando parzialmente dei capitali investiti;

  2. Donarle ad enti del terzo settore, mense dei poveri o strutture socio-assistenziali del territorio pugliese che ne abbiano effettivo bisogno.

La palla passa ora agli organi di controllo e ai vertici di Via Capruzzi, chiamati a fare chiarezza su una vicenda che continua a far discutere l’opinione pubblica e la politica locale.

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Redazione
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