Un errore arbitrale di Antonio Giua rompe l’equilibrio tra Juventus e Lecce e consegna i tre punti ai bianconeri. Il gol, infatti, che sblocca la partita nasce da un calcio d’angolo assegnato ai padroni di casa laddove ci sarebbe dovuto stare un calcio rinvio per il Lecce per evidente tocco di testa di Rabiot.
Al di là di questo, al di là dell’evidente nervosismo di D’Aversa (ammonito poco prima del gol), il Lecce ha dalla sua la prova non bella, ma tattica. Una prova di spessore, con cui ha fermato la Juventus che, ovviamente, aveva bisogno di vincere come non mai.

Il primo tempo è abbastanza spento dal punto di vista delle occasioni. All’inizio due tiri di Chiesa (uno defilato e uno centrale ma dalla distanza) non raggiungono il bersaglio. Al 22′ una conclusione dalla distanza di Milik è facile preda per Falcone. La prima e unica giocata della Juventus arriva al 27′. Chiesa viene smarcato bene in area di rigore, calcia di sinistro e la palla finisce di poco a lato del palo sinistro. Non succede veramente altro fino al fischio finale della prima frazione.
Nella seconda, a parte il gol di Milik al 57′, succede ancora meno. Dimostrazione che il Lecce è bravo a bloccare gli attacchi juventini. Dal 57′ in poi, quando è chiamato a fare la partita, nonostante il 4-2-4 non trova gli sbocchi giusti, non rendendosi mai veramente pericoloso.

Per completare la serata, l’arbitro espelle, per seconda ammonizione, Kaba dopo che il francese finisce a terra (senza che ci sia fallo da rigore) dopo una progressione in velocità e un duello maschio con Chiesa.











