Un grandissimo secondo tempo del Lecce non basta per ottenere i tre punti e tornare dalla Liguria con il secondo posto in tasca. Un avversario solido e ben organizzato costringe gli uomini di Liverani al pareggio, nonostante una ripresa giocata a livelli altissimi. La svolta, com’era prevedibile, si ha con l’ingresso in campo di Falco che cambia la partita.

Lo Spezia col tridente offensivo privo del miglior marcatore di quest’anno, cioè Okereke, si affida al solito buon centrocampo e alla collaudata difesa. Il Lecce, come detto qualche giorno fa prova la coppia Lucioni-Bovo, manda in campo Armellino e lascia in panchina Falco, affidandosi a Palombi-La Mantia.

Il match

Il confronto, tutto sommato, è divertente e niente affatto lento. La partenza dello Spezia è a mille. Pressing altissimo e padronanza indisturbata del gioco per almeno 10 minuti. Il centrocampo del Lecce è impacciato e la difesa fa quello che può, e cioè molto, per evitare che la squadra affondi. Dalle fasce arrivano come fulmini De Col e Augello. La millesima partita del Lecce in serie B si mette subito male perché Petriccione, ingenuamente, commette in area fallo di mano e concede agli uomini di casa un calcio di rigore. Sul dischetto, al 13esimo, si presenta Ricci che spiazza Vigorito e porta in vantaggio i suoi. Il Lecce è scosso. Fa fatica a crederci. E anche a giocare. Petriccione è irriconoscibile, Palombi assente, Mancosu impreciso. La reazione è nelle mani dei difensori: Venuti mette un buon cross per Bovo che sporca i guantoni a Lamanna. Poi sempre dalla destra arriva un cross per La Mantia ma la girata del bomber leccese è imprecisa. Gyasi e Pierini fanno un gran movimento e hanno due occasioni buone, ma la difesa leccese è attenta. Palombi timbra il cartellino tentando di sorprendere Lamanna da fuori area, ma il suo tiro è troppo lento. Il finale di primo tempo rischia di regalare allo Spezia il raddoppio. Liverani deve dire grazie a Vigorito che prima blocca il tiro di Vignali, poi si oppone magicamente al sinistro da fuori di Mora. Si va nell’intervallo sull’1 a 0.

Nel secondo tempo entra in campo un altro Lecce. Questa volta Liverani azzecca i cambi. Pettinari per La Mantia ma soprattutto Falco per Petriccione, con l’arretramento di Mancosu. L’attaccante ha sulla testa almeno tre occasioni ma è sfortunato e non trova la deviazione giusta. E’ il segno che, però, il Lecce è sulla buona strada. Falco inventa. Ci prova con un calcio di punizione. Dà un altro passo al centrocampo. Anche Mancosu e Palombi sembrano più sicuri. E infatti arriva il gol del pareggio. Ancora Venuti, al 68esimo, mette un pallone in mezzo. De Col non vede arrivare Scavone e tenta una deviazione leggera in angolo. Ma il centrocampista leccese, dopo domenica scorsa, ha ancora fame di gol, arriva con la giusta carica e spinge in rete di testa. A questo punto inizia un altro match. Il Lecce non tira i remi in barca, anzi. Fa di tutto, senza scoprirsi, per vincere. Il conto dei tiri totali, infatti, alla fine dirà 14 contro 8; gli angoli 6 contro 2. Mancosu prima e Falco poi hanno delle buone occasioni. Ma lo Spezia si chiude bene. La coppia difensiva Capradossi-Terzi fa il suo lavoro egregiamente. Si rischia la beffa nel finale con due occasioni per il neo entrato Okereke che è a un passo dal trovare il tiro giusto per battere Vigorito. Ma il portiere è attento e il punto è troppo importante per il Lecce. Dopo 4 minuti di recupero la partita finisce e con essa anche il girone d’andata. Il Lecce lo chiude al quarto posto a pari punti con il Verona.

Migliori e peggiori in campo

Tra i migliori in campo da segnalare sicuramente Falco, uomo del match per aver cambiato l’atteggiamento e il gioco del Lecce, Venuti da cui sono partiti tutti i pericoli del primo tempo e anche del secondo (compreso l’assist), Vigorito, che corona un ottimo primo girone; per i padroni di casa benissimo Mora padrone del centrocampo e spina nel fianco della difesa, la coppia difensiva, come detto, attenta e pronta a bloccare gli attacchi, De Col e Augello soprattutto nel primo tempo, mentre nel secondo hanno sofferto le discese dei loro opposti. Tra i peggiori spicca la prestazione distratta e imprecisa di Petriccione che oltre ad aver causato il rigore, un po’ ingenuamente, stava regalando il secondo gol allo Spezia con un errore al limite dell’area, e poi Palombi e La Mantia, nel primo tempo soprattutto, impalpabili. Lo Spezia, nel complesso, ha disputato un buon primo tempo, mentre nel secondo ha sofferto l’aggressività leccese.

Si conclude un girone d’andata positivo, soprattutto nel cammino fuori casa. Il Palermo sembra in fuga, ma le altre pretendenti per il secondo posto (che regala l’accesso diretto alla serie A) sono tutte vicine, e il Lecce è tra esse.

 

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