Ciccillo potrà restare nella sua grotta di Lamalunga, a pochi chilometri da Altamura, e proseguire nel suo riposo sereno e tranquillo.
Non esiste per ora alcuna possibilità che “l’uomo di Altamura” possa essere estratto dal sito in cui attualmente si trova per effettuare indagini più dettagliate sulla datazione (che oscilla tra i 187.000 e i 128.000 anni), sul DNA e sul contesto evolutivo paleo-antropologico.
E’ questa la conclusione delle audizioni chieste da Enzo Colonna che hanno avuto luogo questa mattina a Bari nella VI commissione consiliare, presieduta da Domenico Santorosola, in cui sono stati ascoltati i rappresentanti delle comunità locali (tra cui il Comune di Altamura e l’Ente “Parco dell’Alta Murgia”), Mibact e la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio dell’Area metropolitana di Bari.
“L’uomo di Altamura” è oggetto di un Progetto di rilevante interesse nazionale (Prin) finanziato dal Ministero dell’istruzione, ricerca e università d’intesa con il Mibact e con il supporto delle Università di Roma, Firenze e Pisa, che punta alla conservazione e futura musealizzazione dell’ Homo Neanderthalensis scoperto nel 1993 nella grotta di Lamalunga ad Altamura. L’attuale prima fase della ricerca consiste in un monitoraggio delle grotta, con le finalità di determinarne il microclima ed effettuare analisi idrochimiche e microbiologiche.
Nel contempo è iniziata l’analisi approfondita dei processi geologici di formazione ed evoluzione della cavità carsica, mentre saranno verificati anche i resti di fauna presenti che rappresentano indicatori paleo-ambientali. Previsti anche campionamenti di concrezioni calcitiche per verificare e precisare la datazione precedentemente ottenuta, nonché studiare le fasi di deposizione dei reperti scheletrici. Si punta, quindi, a determinare, con le più aggiornate tecnologie, la fattibilità e le procedure per l’eventuale estrazione dello scheletro dal contesto speleologico che lo rende inaccessibile a ricerche più adeguate (TAC ad esempio), oltre che alla fruizione del pubblico.
Colonna – citando l’art. 9 della Costituzione che tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione – ha sottolineato che il sito di Altamura appartiene all’umanità intera.
“C’è il problema – ha aggiunto – del limite della scienza. L’ipotesi è quella (riferendosi all’eventuale asportazione del reperto fossile, ndr) di un intervento che potrebbe rivelarsi irreversibile. Di qui la necessità della divulgazione delle conoscenza”, auspicando la definizione di una cabina di regia “che tenga insieme le comunità territoriale con le diverse sensibilità”.











