Avvisi di pagamento a fronte di servizi disastrati, spesso mancanti e decisamente al di sotto degli standard che ci si aspetterebbe da balzelli decisamente elevati.
Sono in molti a ritenere che gli avvisi di pagamento emessi dai Consorzi di Bonifica e notificati in questi giorni agli agricoltori di tutta la Regione potrebbero assestare un pericoloso colpo ad un intero settore già messo in ginocchio dalla perdurante crisi, dai prezzi bassissimi, dagli alti costi di produzione e dall’effetto “xylella” con conseguenze irreparabili per la nostra economia.
A muoversi è il gruppo Oltre Con Fitto, compatto, a tutti i livelli, nel chiedere al Presidente Emiliano di sospendere immediatamente gli avvisi di pagamento che i consorzi di bonifica pugliesi stanno inviando in questi giorni agli agricoltori.
I consiglieri della Regione Puglia Erio Congedo, Ignazio Zullo, Francesco Ventola e Renato Perrini, peraltro, sono già al lavoro per un’iniziativa legislativa di riforma dei consorzi stessi. La richiesta al presidente della Regione di procedere all’immediato annullamento degli avvisi già inviati e alla sospensione di ogni ulteriore richiesta contributiva ai pugliesi è un passo propedeutico alla riforma.
Anche a livello parlamentare, daremo pieno sostegno a un progetto di riforma dei consorzi di bonifica che, nello specifico, renda più stringente l’art. 18 della Legge 4/2012: è necessario che il rapporto tra contribuzione e benefici sia giustificato da servizi effettivi per agricoltori e proprietari terrieri che, allo stato attuale, risultano inesistenti. Come ho già avuto modo di dire, infine, la Regione Puglia non può non tenere conto del momento di crisi che le campagne pugliesi e salentine nel particolare stanno vivendo, afflitte dalla Xylella fastidiosa e dalle conseguenze negative che ha portato all’economia agricola del territorio.
Inoltre, e qui si inserisce anche la campagna dello Sportello dei Diritti, una recente sentenza (dello scorso febbraio, la n. 2241 del 6 febbraio 2015) della Corte di Cassazione, Sezione Tributaria ha stabilito alcuni interessanti principi in merito alla tassazione dei contributi di bonifica che ove applicati renderebbero nulli gli avvisi recentemente notificati ai proprietari dei fondi ricadenti nelle aree interessate dai consorzi.
La Suprema Corte, infatti, ha statuito che in tema di contributi di bonifica, qualora l’ente impositore dimostri la comprensione dell’immobile nel “perimetro di contribuenza” e la relativa valutazione nell’ambito di “un piano di classifica”, grava sul contribuente l’onere di provare l’assenza del beneficio .Tuttavia, ove il proprietario degli immobili contesti il piano di classifica, o con riferimento alla sua legittimità, o con riferimento al suo contenuto, viene meno la presunzione del beneficio e l’onere della prova torna a gravare sul consorzio.
Benefici, che come evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, e come ritiene la maggior parte della cittadinanza sono del tutto insussistenti “tanto da ritenere fondata la possibilità di poter presentare opposizione e vedere riconosciute le proprie ragioni”.
Ancora più dure e decise le associazioni di categoria: Cia Confederazione Italiana Agricoltori, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri di Taranto chiedono ad Emiliano di sospendere gli avvisi di pagamento inviati agli agricoltori
Il tributo 630 dei consorzi di bonifica si aggiunge alla già ingiusta IMU che è pesata nelle settimane scorse sulle spalle degli agricoltori.
Le organizzazioni agricole della provincia di Taranto, in maniera congiunta, denunciano come nella emissione di tali avvisi i consorzi di bonifica non hanno mantenuto gli impegni assunti nei mesi scorsi con le organizzazioni professionali agricole.
Alla luce del mancato rispetto degli accordi sanciti tra tutte le organizzazioni, la Regione Puglia, i consorzi di bonifica, l’Anbi e le società redattrici dei piani di classifica, le organizzazioni agricole della provincia di Taranto, chiedono al neo presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che non è stato messo nelle condizioni di poter prendere atto della situazione dei consorzi di bonifica e di assumere le necessarie decisioni consequenziali, di bloccare la emissione degli avvisi di pagamento e di riconvocare i tavoli tecnici per rivedere interamente la questione.
Sono diversi i punti che non rispondono agli accordi sanciti dai tavoli tecnici avuti a luglio 2014 e a febbraio 2015.
Primo fra tutti il mancato rispetto del risparmio sulla contribuenza nell’ambito della revisione economica e dell’abbattimento degli importi. Tra l’altro sono stati emessi avvisi di pagamento anche a carico delle aziende colpite da xilella per le quali era stato chiesto l’esonero.
Prima di emettere gli avvisi, inoltre, vi era l’impegno di sottoporre al tavolo tecnico i piani industriali dei consorzi di bonifica per la dovuta analisi; cosa che non è avvenuta. Per non parlare, poi, del mancato avvio dei lavori di manutenzione straordinaria che dovevano avvenire prima della emissione degli avvisi che, tra l’altro, sono relativi all’anno 2014, annualità nel corso della quale i Consorzi non hanno erogato alcun servizio di bonifica.
La storia, dunque, si ripete: le somme richieste non corrispondono a servizi erogati, ma assumono l’aspetto di un vero e proprio balzello, l’ennesimo, che darà il colpo di grazia alle aziende agricole pugliesi alle prese con una crisi economica senza precedenti, già sottoposte ad un carico fiscale e previdenziale il più alto d’Europa e alle prese con la emergenza Xylella fastidiosa.
“Non si comprende – dicono le organizzazioni dei lavoratori e del mondo agricolo – il motivo per il quale viene chiesto il tributo anche per la bonifica dei fabbricati, i quali non traggono alcun beneficio e che, al tavolo tecnico, c’era l’accordo che sarebbero stati stralciati dalla contribuenza; dunque, non si capisce ora perché sono stati inseriti. Dall’ultima riunione del tavolo tecnico dello scorso 24 febbaio ad oggi le organizzazioni agricole non hanno ricevuto ulteriori comunicazioni e non è stata informata sui criteri della emissione dei ruoli e sul calcolo degli importi. Il che non ha permesso alle organizzazioni agricole di poter adempiere agli impegni assunti in sede di tavolo tecnico”.











