Quarantanove libri di testo ritirati, e che saranno vagliati dall’amministrazione, per sciorinare quelli inopportuni per i nidi e le scuole dell’infanzia. Il novello sindaco, tra mille inforcate delle opposizioni, ha chiesto espressamente che siano le famiglie a decidere sull’educazione dei propri figli e con loro interagirà per capire se sia lecito parlare di due mamme e due papà, trans, coppie omosessuali, a scuola, facendo passare il concetto di assoluta normalità.
La scelta controcorrente per i canoni odierni, ha fatto audience anche all’estero, con la notizia ripresa da quotidiani europei come Il Telegraph, il Guardian, Le Figaro, l’Express.
Perfino Elton John ha definito il sindaco: “Cafone e bigotto”. Ma Brugnaro, serafico, ha replicato: “Il vizio di fondo è stata l’arroganza culturale con cui una visione personalistica della società è stata introdotta nei nidi e nelle scuole per l’infanzia di Venezia, senza chiedere niente a nessuno, neanche alle famiglie” ; “Nessun bambino sarà discriminato o trattato diversamente e sarà incoraggiata qualsiasi integrazione, ma va riconosciuta la maggioranza delle persone che hanno una mamma e un papà”.
Lo steccato ideologico per cui un figlio sia un diritto, forse è più una involuzione culturale che un passo avanti e questo vale anche per le coppie eterosessuali. La procreazione è biologicamente presente in natura e dove riscontra dei problemi, la scienza e la medicina intervengono per ripristinare condizioni di normalità. Ma l’ideologia del tutto concesso a tutti, forza questo confine portando là dove non è previsto alcun fondamento di genitorialità, la possibilità di costituire una famiglia, per diritto giuridico e non per inalienabile concessione naturale.
Sicuramente gli strascichi della vicenda si porteranno avanti alla lunga, generando una polemica che vedrà il Sindaco spuntarla solo se, sarà capace di repellere le pressioni politically correct dei media.











