Scrittore e giornalista di lungo corso, libero pensatore, Marcello Veneziani rappresenta da anni una delle voci più ascoltate, assieme ad altri degni colleghi, nel mondo culturale di centrodestra. Non scevro di polemiche ed aneddoti mette a nudo con le sue analisi le endemiche debolezze del quadro politico italiano.
Marcello Veneziani, partiamo da Roma. La Capitale è il teatrino ultimo del caos più totale nel centro-destra. A pochi giorni dalle “gazebarie” di Forza Italia che danno per assoluto vincente Guido Bertolaso, la Meloni certifica la morte della coalizione ed è pronta scendere in campo, in ticket con Salvini. Ma cos’è che sta succedendo?
“Sta finendo l’era della monarchia berlusconiana, dopo una lunga agonia e la rottura con quasi tutti i componenti del vecchio centro-destra. Berlusconi aveva compiuto il miracolo di riunire le anime sparse del centro-destra, e ha compiuto negli ultimi anni il miracolo inverso di desertificare tutto (naturalmente con l’apporto distruttivo di altri leader, come Fini). Da qui la necessità per la Meloni di correre da sola nel tentativo di rimettere insieme un mondo, un’area, un progetto politico che trova in Salvini un alleato importante.”
Già nel lontano 2012 ci fu una polemica tra lei e la comunità LGBT in virtù di un suo editoriale su “Il Giornale”. Le pressioni della lobby gay han fatto sì che oggi Renzi partorisse una legge sulle Unioni Civili. Ma quanti tipi di famiglie esistono? Qual è il vero obiettivo del Governo?
“La famiglia è una ed è il fondamento naturale e culturale di ogni civiltà, le altre sono unioni di altro tipo che non possono essere equiparate alla prima. Il governo si limita ad assecondare lo spirito del tempo, e a dare l’impressione di modernizzare il Paese, in realtà sradicandolo dalla sua storia, dalla sua civiltà pur di incassare il sostegno della macchina mediatico-culturale.”
Oggi i comunisti comprano i bambini, mentre un tempo li mangiavano. Nella retorica di sinistra non c’è più spazio per il proletariato, Nichi Vendola ora cosa rappresenta?
“Il comunismo è fallito come rivoluzione sociale ed economica e ora si rivale come rivoluzione bioetica e sessuale. Al posto del lavoratore c’è il mutante, ovvero colui che decide della sua natura e subordina ai suoi desideri (e capricci) ogni limite naturale e culturale. E’ l‘ultimo effetto del sessantottismo che mescola lo spirito radical-libertario borghese con lo spirito eversivo-progressista”.
Come è cambiato nel tempo il suo rapporto con i quotidiani? Negli anni ha accumulato un profluvio di collaborazioni. Però a marzo scorso con “Via Negri” è finita male. Cosa l’ha portata fuori dalla testata di Berlusconi?
“Si, per anni ho scritto come battitore libero su più giornali, poi il conformismo di ritorno ha innalzato steccati e creato parrocchie al posto dei giornali. Dalla parrocchia del Giornale sono stato costretto ad andar via perché non mi riconosco affatto nell’ultimo Berlusconi che ha sfasciato tutto quel che aveva costruito; Cura solo i suoi interessi personali e aziendali, non assume una posizione politica che rifletta l’area del centrodestra e la sensibilità del popolo che per anni lo aveva votato ed assume posizioni vagamente ‘pascoliate’ nel senso della Pascale, una miscela di animalismo, spirito radical, liberalismo tardivo. Per non dire del minuetto con Renzi.”
Salvini può ambire alla Presidenza del Consiglio? E se non lui, vede all’orizzonte un barlume di leadership alternativa a Matteo Renzi?
“No, allo stato attuale non intravedo nessun leader alternativo, anzi penso che stavolta non si tratti di ripartire da un leader ma da una visione politica, da un progetto, dalla costruzione faticosa di un gruppo costituente…”
Per concludere, cos’è il “Comizio d’amore” che porta in giro per l’Italia?
“E’ un monologo teatrale, accompagnato da musiche, video e letture, che trae ispirazione dal mio ultimo libro, Lettera agli italiani, ormai in quarta edizione, che ho pubblicato con Marsilio. Ma è soprattutto un tentativo di trasformare un pensiero in un racconto, una performance, e incontrare dal vivo lettori e interlocutori nella speranza di far nascere un movimento civile di idee e di sensibilità.”











