La vicenda dei lavoratori precari della Pista di Nardò è l’oggetto di una interrogazione sottoscritta dai consiglieri Cosimo Borraccino (SI) e Antonio Trevisi (M5S) (ma sono annunciate anche altre condivisioni trasversali) presentata nel corso di una conferenza stampa di Sinistra italiana.
All’incontro con i giornalisti il consigliere Borraccino, alla presenza di una delegazione di lavoratori guidata da Salvatore Stasi, ha promesso che la battaglia sul precariato in generale ed in particolare la questione specifica dei lavoratori Porsche, è prioritaria nell’Agenda di Sinistra italiana.
Si tratta di 15 dipendenti che “sono stati ingiustamente mandati a casa dopo anni di lavoro precario, due di loro hanno anche iniziato nei giorni scorsi uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione di istituzioni, stampa e opinione pubblica” – ha sottolineato Borraccino.
Lo ricordiamo, nel 2012 la proprietà della pista di Nardò fu rilevata dalla Porsche Engineering Group, “ma nonostante la volontà espressa da questa società di dar seguito ad un corposo piano industriale per il rilancio della pista e delle attività, tutti gli accordi raggiunti in sede di Task force regionale per l’occupazione, con riferimento alle previste assunzioni, sono stati disattesi – ha detto l’esponente di Sinistra italiana.
La Porsche ha continuato a svolgere le sue attività attraverso le agenzie interinali, assumendo 140 lavoratori, ma lasciando ai margini circa 15 collaudatori e operai precari nonostante l’anzianità di servizio la professionalità e le competenze acquisite negli anni.
Per Borraccino “un’azienda che riceve 9 milioni di finanziamenti pubblici non può non rispettare le regole”.
La battaglia a difesa dei lavoratori della Porsche è un punto forte dell’azione politica anche dei consiglieri pentastellati Trevisi e Casili. Secondo l’esponente del Movimento, Trevisi questa battaglia deve assumere contorni nazionali se non addirittura europei “perché è inammissibile che si faccia del precariato un modello di piano di lavoro, ed è tanto più inammissibile quanto più si considera il pieno regime di floridità dell’azienda in questione”.
Il precariato nel mondo del lavoro per il Movimento 5 stelle deve essere una condizione temporanea , un breve periodo ed in tal senso il governo nazionale dovrebbe legiferare.
Il capodelegazione, Salvatore Stasi ha parlato di paradigma del nostro mondo: “da una parte l’azienda a molti zeri all’attivo e dall’altra i lavoratori precari, una vicenda grave che però non ha avuto la giusta diffusione, non si è svolto un dibattito corretto sui media, noi speriamo che si accenda un faro che solleciti la sensibilità delle istituzioni , della politica, dell’opinione pubblica in generale. “La Porsche non è uno Stato nello Stato e quindi devono valere le regole generali”.
Con la interrogazione che presto sarà portata all’attenzione del Consiglio si chiede al Governo regionale quale impegno intenda assumere nei confronti di questi lavoratori precari e quali azioni intenda adottare perché l’azienda Porsche rispetti le regole e gli accordi raggiunti per garantire l’occupazione.











