Sala consiliare gremita a Vico del Gargano per l’incontro organizzato dal Circolo locale del Partito Democratico a sostegno del Sì al Referendum Costituzionale del prossimo 4 dicembre. Per spiegare le ragioni del Sì alla riforma Boschi infatti sono arrivati l’europarlamentare PD Elena Gentile e Giovanni Vergura della Direzione Nazionale dei Giovani Democratici.
Il dibattito è entrato subito nel vivo del tema dapprima con l’intervento del giovanissimo Giovanni Verdura. Per il 22enne, eletto nel 2012 consigliere del Comune di Monte Sant’Angelo (risultando il consigliere comunale più giovane in Italia, tanto che l’allora Presidente della Repubblica Napolitano gli inviò una lettera d’encomio) e dal 2015 reggente del Pd di Monte Sant’Angelo, l’appuntamento del 4 dicembre è una straordinaria occasione per rinnovare il nostro Paese:
“Da anni si sente parlare della necessità di riformare la nostra Costituzione in virtù delle mutate condizioni politiche e sociali rispetto al 1948, quando venne approvata questa Costituzione in Assemblea Costituente. Ora finalmente – ha detto il giovane democratico – ci viene presentata questa occasione. Da troppo tempo abbiamo cercato la riforma perfetta quando sappiamo tutti che la riforma perfetta è difficile da trovare posto che ci sono diverse forze politiche che devono sostenerla in Parlamento”.
Vergura ha sottolineato lo spirito che ha portato a questa riforma costituzionale, considerata una prerogativa per l’Italia, ricordando la seconda elezione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.mm
“L’intento era avviare una riforma costituzionale e fare in modo che il nostro Paese potesse cambiare. E io penso che questa riforma sia quella che più di tutte potrebbe rinnovare l’Italia perché per rendere questo Paese all’avanguardia è necessario che anche la sua forma istituzionale sia all’avanguardia e più snella”. “Con la nuova Costituzione – ha continuato Vergura – una legge deve essere approvata entro 40 giorni e se il Senato richiede una revisione di ciò che è stato approvato dalla Camera dovrà farlo entro un tempo certo”.
Tra i vantaggi di questa riforma Vergura menziona anche lo statuto delle opposizioni, “uno strumento di garanzia straordinario che fornisce alle forze politiche di opposizione degli strumenti per intervenire, anche in maniera forte, nelle diverse fasi del processo legislativo”, e l’eliminazione delle materie concorrenti tra Stato e Regioni considerate tra le principali cause dell’incertezza causata dalla riforma del 2001 perché “tra la mole di lavoro per la corte costituzionale impegnata giornalmente nel risolvere le controversie tra Stato e Regioni, le decisioni non vengono prese”.
L’intervento dell’eurodeputata Pd Elena Gentile è iniziato con il ricordo, ad un anno esatto dalla sua morte, di Valeria Solesin, la ricercatrice veneziana tra le vittime della strage terroristica del Bataclan a Parigi: “Una ragazza italiana come tanti altri costretti a emigrare, come accadeva nei secoli scorsi, per incrociare le opportunità della vita in luoghi dove le possibilità di studio e di lavoro sono migliori di quelle offerte dal nostro Paese”.
Ed è proprio alle nuove generazioni che la nuova riforma costituzionale guarda, secondo l’europarlamentare: “Penso al tema del lavoro, a quanto siano rilevanti oggi le difficoltà che l’intero di sistema di impresa incontra quotidianamente per avviare un’impresa, per farla crescere e per consentire a questa stessa impresa di guadagnare pezzi di mercato a livello nazionale e internazionale”.
Le motivazioni che spingono a volere fortemente questa riforma riguardano prima di tutto la politica internazionale. Per l’esponente democratica, infatti, votare sì tra qualche settimana significa garantire all’Italia una posizione più stabile e più forte in Europa:
“Questo Paese deve acquistare quell’autorevolezza negli scenari politici internazionali che sfortunatamente non è riuscita a costruire negli anni passati. Con la vittoria del ‘Sì’, si potrà riscrivere la storia di quegli Stati membri, in primis il nostro Paese, che in questi anni hanno subito i tagli feroci della politica dettata dalla Germania: politica dell’austerità, tagli alla spesa pubblica con margini di flessibilità che sono inadeguati non solo in merito allo sviluppo e alla crescita sostenibile, ma anche in merito alle emergenze che oggi dobbiamo affrontare: l’immigrazione dei rifugiati, la ricostruzione, il dissesto idrogeologico e la qualità del vivere urbano”.
Sulla necessità di modificare il titolo V della Costituzione, l’ex assessore regionale pugliese non ha dubbi:
“Il passaggio che qualche anno fa modificò il rapporto tra Stato-Regioni è stato deleterio” ha evidenziato la Gentile. “All’epoca c’era una grande spinta federalista, con la Lega che aveva imposto il suo modello di articolazione. Le regioni definiscono il proprio progetto sui territori dentro la sostenibilità finanziaria perché quel modello collega l’autonomia legislativa, organizzativa e programmatica delle regioni alla sostenibilità finanziaria”.
A pagarne il prezzo più caro è stato il Mezzogiorno secondo la democratica pugliese riportando l’esempio della questione ‘sanità’:
“Con il titolo V, non essendo previsti due passaggi importanti che sono i fabbisogni territoriali e quelli dei costi standard, è stato messo in atto un sistema per il quale le regioni del Nord, con indice di invecchiamento superiore e PIL differente, avevano più spazio nel reparto delle risorse del fondo sanitario nazionale. Meno risorse invece sono spettate al Sud che è stato il bancomat della sanità delle regioni del centro Nord”.
Una cosa è certa per l’onorevole Gentile: chi pensa di usare questo referendum per bocciare Renzi sbaglia.
“Se il ‘Sì’ perderà, sarà con uno scarto minimo: col 47-48%” ha fatto notare la Gentile. “E questo sarà un risultato che avrà un nome e un cognome: Matteo Renzi. Anche nel caso della sconfitta del sì, pertanto l’obiettivo di mandare a casa a Renzi sarà inconcludente perché Renzi comunque avrà capitalizzato una parte di consenso personale e per quella parte di partito che ha sostenuto questa riforma”.
L’incontro, moderato da Pina D’Errico de “Il Resto del Gargano”, ha fatto registrare un notevole interesse di pubblico vedendo gli interventi anche di Paolo Prudente, presidente del Consiglio del Comune di Vieste, di Luigi Labombarda e di Walter Tauber di Peschici e di Giuseppe D’Avolio di Vico del Gargano.
Soddisfatto della partecipazione il coordinatore del Pd di Vico del Gargano, Nicolino Sciscio, che si è complimentato con Giovanni Vergura, giovane instancabile, e con l’onorevole Gentile, sempre attiva nella sua Puglia e sempre vicina ai piccoli circoli Pd del territorio.
“Il Circolo Pd di Vico del Gargano è per un Sì convinto – ha ribadito Sciscio – perché si tratta di un’occasione difficilmente ripetibile e continuerà nell’organizzazione di incontri, dibattiti e banchetti informativi tesi a creare sempre occasioni di confronto e partecipazione nella nostra cittadina”.











