Un Lecce con poche idee porta a casa un punto utile a conservare il secondo posto in classifica. Il Palermo, ora, è a tre punti di vantaggio, il Pescara è a pari punti e il Cittadella è a meno 3 ma con due partite in meno.
Il Perugia ha dimostrato di credere di più nella vittoria, o comunque ha tentato di farlo. Soprattutto nel secondo tempo gli uomini di Nesta hanno costruito molto e si sono presentati dalle parti di Vigorito più volte. Il portiere giallorosso ha tenuto in piedi la squadra compiendo numerose parate decisive. Gran parte del merito per questo punto è suo.
Fiamozzi è lento nella costruzione del gioco, Mancosu non all’altezza delle ultime prestazioni e Palombi non sembra mai nel vivo del gioco, non riuscendo a dialogare né con Falco, né con La Mantia. Il Perugia corre al doppio della velocità, costruisce, spreca e si rende pericoloso. Melchiorri è una spina nel fianco della difesa leccese, Kingsley è bravo sia in fase di impostazione che in quella di difesa. Il centrocampo umbro prende subito le misure e già nel primo tempo supera ai punti quello di Liverani, un po’ impreciso. Il solo Petriccione, non trovando compagni pronti, non riesce a impostare come sa. Lucioni, oltre al già citato Vigorito, dà una grossa mano alla difesa per consentire al Lecce di non diventare un colabrodo. La nota positiva è sicuramente questa terza partita senza prendere gol. Anche il Perugia continua la sua striscia positiva e dopo aver battuto il Pescara dimostra di potersela giocare con le prime della classe.
La partita
La prima frazione di gioco parte con le due squadre che si schierano in campo in maniera speculare. 4 difensori, 3 centrocampisti e un trequartista dietro le punte. La prima occasione è per il Lecce con Lucioni che di testa impegna Gabriel su cross proveniente da calcio d’angolo. Melchiorri, però, al 24esimo ha la prima vera occasione della partita. Viene smarcato in area, dopo un erroraccio di Meccariello, ma calcia sopra la traversa da buona posizione. Il Lecce appare impreciso, il Perugia più tosto e attento con El Yamiq che guida magistralmente la difesa. Il resto è solo tattica e possesso palla, se si esclude un tiro di Falco smorzato dalla difesa perugina. Le due squadre sfruttano poco le fasce ma provano a colpire dal centro. Più Perugia che Lecce, in ogni caso.
La seconda parte inizia bene per il Lecce che sembra voler ripercorrere la gara con la Cremonese (male il primo tempo benissimo il secondo). I giallorossi si buttano in attacco e sfiorano il gol con Mancosu. La girata al volo di destro, sul primo palo, del trequartista finisce sul palo al nono minuto. Al 60esimo Liverani prova a giocarsi la carta La Mantia. Ad uscire è Falco. Palombi, però, non in giornata di grazia, dialogherà poco con entrambi. Al 67esimo inizia la giornata di grazia di Vigorito. Su cross dalla destra Melchiorri batte di testa, il portiere salentino respinge splendidamente. Sul seguente corner, prima è bravo Petriccione a togliere la palla dalla rete, praticamente sulla linea di porta, poi Dragomir non trova la porta a due passi. Il Perugia ci crede e aumenta l’intensità. Al 70 ancora Vigorito prima si oppone al destro in diagonale di Han e poi smanaccia impedendo a Verre di piombarsi sul pallone e battere a botta sicura. Sul proseguio dell’azione Melchiorri viene liberato ancora una volta davanti a Vigorito, ma il 22 giallorosso sbarra la strada all’attaccante.
I migliori e i peggiori
Il Lecce deve dire un grazie enorme al suo portiere per aver tenuto inviolata la porta e aver consentito a Mancosu e compagni di fare comunque punti in una giornata non brillantissima. Bella prova anche di Lucioni. Per gli ospiti Melchiorri è una continua minaccia per la difesa leccese e, anche se perde il duello con Vigorito, è tra i migliori; bene anche El Yamiq che ha guidato alla grande il reparto e da segnalare il centrocampo perugino che ha vinto ai punti il duello con quello leccese.
Poco presente sicuramente Palombi da una parte e Vido dall’altra. Meccariello ha rischiato di macchiare un buon campionato con un’ingenuità difensiva che stava consentendo a Melchiorri di segnare. Fiamozzi e Scavone un po’ lenti e imprecisi nella fase di costruzione. Anche Verre non ha dato quel qualcosa in più che si aspetta Nesta.











