Ben vengano task force, riunioni, incontri e fiaccolate. Ma bastano a fermare la dilagante violenza delle nostre città? Bastano a riportare la serenità per le strade della Puglia?
Bastano a difenderci dalla violenza?
Una violenza che riguarda tutti noi. Nessuno è escluso: figli, amici, conoscenti, colleghi… e se poi gli orchi sono in giro la situazione è ancora più allarmante. E se a rimetterli in circolazione è la nostra stessa legge, c’è qualcosa che non va.
C’è chi invoca la castrazione, chi vorrebbe buttare la chiave della cella. Chi vorrebbe punire i violentatori senza nemmeno un processo. No. Ma gli strumenti di tutela per le vittime di violenze ed abusi sessuali dovrebbero sempre essere garantiti e funzionanti. Cosa che, purtroppo, non riusciamo a vedere.
E’ buona cosa l’iniziativa dell’assessore regionale Salvatore Negro, che per martedì prossimo ha convocato una task force regionale antiviolenza. “È necessario mettere a punto una strategia condivisa per prevenire e contrastare ogni forma di violenza in danno dei minori, fenomeno purtroppo diffuso, come testimoniano i gravi episodi di cronaca delle ultime settimane, ma ancora sommerso”.
Ragazzine violentate, per mesi ed anni, da orchi che, adesso, si trovano ai domiciliari, a pochi passi dalla casa della povera vittima. Succede a Bari, pochi giorni fa, ed i protagonisti sono uomini italiani di mezz’età.
E poi le notizie si rincorrono, un clandestino che violenta una anziana a Gioia del Colle. E potremmo andare avanti con questo triste ed osceno evento.
Nella sede regionale di Via Gentile si riuniranno per discutere di strategie comuni i rappresentanti delle istituzioni competenti in materia: Procura ordinaria e minorile di Bari, Questura, Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Ufficio scolastico regionale, Asl e Comune di Bari.
Parleranno e saranno daccordo, tutti quanti, nella necessità di combattere questo dilagante fenomeno. E lo siamo tutti noi. La violenza fisica è un reato abietto, e quella sessuale lo è ancor di più. E se è continuata e reiterata non può trovare alcuna giustificazione per la sua gravità sociale e la sua brutalità.
Eppure la giustizia italiana ha rimesso, di fatto, in libertà orchi a due passi dalla propria vittima. Non basta la pericolosità sociale conclamata? Non basta la possibilità evidente di reiterare il reato? Non bastano gli esempi di ergastolani fuggiti da un permesso premio.
Evidentemente no. Non stiamo a giudicare le motivazioni di un giudice che ha ordinato la detenzione ai domiciliari per due violentatori di Bari.
Ma non possiamo non esprimere tutto il nostro dissenso per una giustizia che, di fatto, non tutela le vittime di un reato aberrante e, dall’altra parte, guarda con attenzione ai carnefici.











