HomeEconomia & SviluppoVite digitali sempre più tracciate, ecco cosa accade

Vite digitali sempre più tracciate, ecco cosa accade

Dati sensibili, personali, siti di navigazione, chat, contenuti scaricati e visionati, tutto sarà mantenuto negli archivi per almeno sei anni.

Questo sta per approvare il Senato con le Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2017. Disegno di legge di cui il primo firmatario è il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Gli emendamenti che prevedono la tracciabilità erga omnes su internet godranno della questione di fiducia, data l’urgenza di evitare sanzioni UE, e quindi di fatto entreranno in vigore senza che vi sia stata un’adeguata informativa e discussione.

Anzitutto, a dispetto delle forti critiche dello stesso Garante della privacy, i provider telefonici e digitali dovranno archiviare nei loro database per almeno 72 mesi le nostre informazioni. In secondo luogo, si da all’Agcom il potere di agire in via cautelare – senza passare da un Magistrato – per impedire l’accesso a taluni contenuti da parte dei cittadini italiani.

In sostanza, gli operatori privati che ci concedono i servizi di telefonia e di navigazione, acquisiranno tutta la nostra vita digitale in attesa che qualcuno si svegli e ci metta sotto inchiesta, richiedendo le nostre memorie.

Con la scusa del terrorismo, stanno violando diritti inalienabili ed insindacabili, riguardo la segretezza e l’inviolabilità delle comunicazioni private, ed il diritto all’oblio. Non solo, gli investimenti per proteggere le nostre identità dovrebbero essere ingenti e nulla toglie che, malintenzionati hacker del sistema, violino la raccolta dati per farci del mercimonio, e mettere in pasto a suon di denaro volti noti alle cronache.

Last but not least, con la scusa del diritto d’autore da tutelare, verranno ancora una volta saltati i giudici per conferire all’Agcom la potestà sul notice and stay down. Ovvero potrà essere seguito un utente della rete per evitare che riproponga contenuti già rimossi da altre piattaforme in violazione del copyright.

Una estensione pericolosa dei poteri di controllo e vigilanza sulle nostre vite private, ove basterà un sospetto per eradicare i sigilli della nostra sfera più intima. Il Grande Fratello teorizzato da Orwell si allunga sulle nostre teste, complice il nostro silenzio.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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