Dopo la vittoria di Cantù di domenica scorsa, è tempo di esordio casalingo per la Gioiella Micromilk Gioia del Colle, impegnata nel Girone Blu della A2 UnipolSai di pallavolo maschile.
A Gioia, domenica pomeriggio alle ore 18:00 arriva il Mosca Bolzano, chiamata al riscatto dopo la sconfitta interna di sette giorni fa subita dal Tuscania. Per i pugliesi, invece, c’è l’occasione di inanellare la seconda vittoria di fila alla vigilia di una doppia trasferta molto difficile a Spoleto e Bergamo.
E sarà un nuovo esordio anche per il tecnico della Gioiella. Vincenzo Mastrangelo, gioiese doc che dopo dieci anni torna nella sua città dopo aver raccolto tante soddisfazioni su prestigiose panchine come Vibo o Matera.
E proprio a Vincenzo Mastrangelo, a pochi giorni dalla match, abbiamo rivolto qualche domanda sulla situazione generale della squadra e su questo suo ritorno alle origini.
Come arrivate a questo primo impegno di fronte al vostro pubblico?
Ci arriviamo con una bella partita giocata su un campo difficile, dove abbiamo raccolto il massimo del punteggio. Non siamo nelle condizioni migliori, ma sapevamo che la prima fase del campionato avremmo avuto questi aspetti, come per esempio con Oreste Luppi, e quindi era tutto programmato.
Il resto della rosa in che condizioni è?
Stiamo recuperando gli acciacchi della prima fase della preparazione, che ci hanno rallentato in alcuni giocatori come Joventino, Grassano… lo stesso Erati. Stiamo lavorando tanto cercando di far diminuire i problemi. E va dato merito allo staff sanitario che ci sta veramente supportando in maniera straordinaria.
Nella gara d’esordio avete vinto a Cantù in quattro set. Arrivate alla prima casalinga già con i primi punti in classifica in un campionato altamente competitivo. Come vi considerate in questo torneo?
Ma noi ci consideriamo una neopromossa, e come tutte le neopromosse dobbiamo vivere dell’entusiasmo di una stagione straordinaria che è stata fatta qui a Gioia del Colle l’anno scorso. E questo entusiasmo e questa mentalità fanno parte di tutto questo ambiente. Si porta avanti questo modo di approcciare ad ogni incontro in maniera molto attenta da parte di tutti: società, presidente, direttore sportivo… sono loro che ci stanno trasmettendo una gran voglia di far bene.
Cosa dobbiamo intendere per bene?
Come dico sempre, bene può significare tutto e niente. Bene per noi significherà cercare di capire nel più breve tempo possibile in che fascia di classifica dobbiamo stare, ci meriteremo di stare. E dopodiché cercheremo di lavorare per migliorare quella fascia di classifica. In soldoni dopo 4, 5 partire capiremo dove saremo.
Ma il vostro è un calendario iniziale complicato…
E certo! Abbiamo avuto un calendario non certamente in discesa. La prima partita l’abbiamo vinta. La prossima partita, quella con il Bolzano, è la più difficile da affrontare, anche perchè viene dopo una bellissima partita giocata a Cantù. E poi abbiamo due incontri contro le due squadre sulla carta più forti del nostro girone (Spoleto e Bergamo entrambe in trasferta l’8 e l’11 ottobre n.d.r.). Dopo queste partite inizieremo a capire realmente gli obiettivi sportivi di questa stagione.
Quanto è difficile approcciare ad un campionato lungo e difficile come quello di serie A2?
E’ importante avere una rosa il più lunga possibile. Perchè i problemi li abbiamo e li avremo tutti. Sarà decisiva la capacità della rosa di sopperire alle assenze, come abbiamo fatto noi a Cantù senza Luppi e Joventino. In questi campionati così lunghi e faticosi, anche logisticamente, saranno determinante proprio i giocatori cosiddetti “di panchina”. Noi possiamo contare su tante persone che sono veramente di livello, che ci permettono di avere un ritmo di allenamento molto, ma molto elevato e di avere sempre un sestetto competitivo in campo, chiunque giochi. E questo alla lunga ci aiuterà sicuramente.
Vincenzo, Gioia del Colle è tornata nella pallavolo nazionale dopo tanti anni. Per te che sei un allenatore di Gioia del Colle, la prima in casa rappresenterà un’emozione particolare?
E’ stata una grande emozione tornare ad allenare a casa dopo tanti anni. E’ stato emozionante mettere piede nel palazzetto della mia città. Sento dentro di me che quest’anno c’è qualcosa di particolare. Non nascondo anche la voglia che ho, dopo una annata particolare vissuta ad Alessano, di tornare a quelli che sono stati i campionati delle mie squadre, tendenzialmente sempre nelle prime posizioni della classifica. Mi piacerebbe tornare a fare una stagione come quelle che ho avuto a Matera, o quella straordinaria di Vibo Valentia,o quella vissuta 10 anni fa proprio a Gioia del Colle, con la finale per la promozione. Mi piacerebbe rifare questa esperienza perchè l’ho fatta forse troppo presto, era il primo anno che facevo il primo allenatore, e me la sono goduta poco.
Un’ultima domanda. Cosa ti aspetti dal pubblico gioiese?
Io mi auguro, e ne sono certo, che il pubblico risponderà e lo farà sempre di più nel momento in cui verranno anche i risultati. L’anno scorso ero sugli spalti a vedere la finale, e c’era tutta la tribuna stracolma. A tifare per il Gioia c’erano milletrecento persone, che per la serie B sono numeri importantissimi e spettacolari. Mi piacerebbe ricominciare da lì: avere sempre più di mille persone nel palazzetto e ricambiare tutto con prestazioni degne di Gioia del Colle e della sua storia.











