HomePoliticaXylella, in arrivo la seconda procedura europea contro la Puglia

Xylella, in arrivo la seconda procedura europea contro la Puglia

Sessanta giorni per azioni concrete, e molto meno (qualche giorno) per presentare a Roma un piano per evitare le sanzioni europee. Questo il nodo da sbrogliare in questo afoso fine luglio per la Giunta regionale pugliese e Michele Emiliano.

Una nuova procedura d’infrazione è stata avviata dall’Unione Europea contro l’Italia per il ritardo accumulato nel contrastare la diffusione in Puglia di Xylella fastidiosa.

“E’ estremamente importante che l’Italia attui pienamente la decisione Ue e ermi l’avanzata della Xylella”, ha riferito un portavoce della Commissione. Secondo la certificazione europea EPPO, Xylella è infatti un pericoloso patogeno da quarantena, un batterio ad altro rischio contaminazione per gli ulivi e per molte altre piante. L’Italia adesso ha sessanta giorni di tempo per rispondere alla lettera di messa in mora di Bruxelles, altrimenti scatterà l’infrazione.

Per questo motivo la Regione Puglia sarà chiamata la prossima settimana a Roma dal Governo. Sul tavolo ministeriale dovranno essere presentate le azioni e le attività immediate per il contrasto alla diffusione del batterio per cercare di scongiurare la nuova azione dell’Europa.

La prima procedura d’infrazione europea era stata aperta nel dicembre 2015 peraltro disponendo di sradicare tutti gli alberi, anche quelli sani, nel raggio di cento metri intorno alla pianta risultata infetta. In seguito l’Ue aveva poi stabilito la necessità di creare una zona cuscinetto e all’interno della zona infetta, una zona di contenimento con una larghezza di 20 km.

“Inaccettabile”: così il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, definisce la “conferma dall’Ue della seconda procedura di infrazione contro l’Italia, rea di non aver applicato ancora misure evidentemente inapplicabili contro la Xylella”.

“Armiamoci e partite – prosegue Cantele – è stato negli ultimi tre anni il monito dell’Ue che sulla questione Xylella fastidiosa ha responsabilità gravi sia per l’introduzione del batterio che per la gestione dell’emergenza. Dopo essersi lavata le mani circa eradicazioni, indennizzi, ricerca, la mancanza di efficaci misure di controllo alle frontiere e del doveroso embargo avverso le aree da cui proviene il batterio che sta distruggendo gli ulivi a Lecce, Brindisi e Taranto, come ad esempio il sud America al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto, hanno causato un danno irreparabile all’olivicoltura pugliese”.

 

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Redazione
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