La xylella è stata diffusa colposamente? Questa è l’ipotesi di reato a cui stanno lavorando gli investigatori. Guardia di finanza e Corpo forestale dello Stato hanno sequestrato questa mattina una decina di pc nel Dipartimento di Agraria dell’Università di Bari nonchè documentazione nella sede barese del Cnr e in due centri ricerca della provincia (a Valenzano e Locorotondo) nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Lecce sulla diffusione del batterio Xylella che sta distruggendo gli ulivi del Salento.
Nel decreto di perquisizione si fa riferimento alla necessità di recuperare tutte le tracce nei messaggi e nelle mail di comunicazioni, interne ed esterne, che avevano a che fare con la Xylella. Secondo le indicazioni di diversi agricoltori, il disseccamento degli ulivi si sarebbe materializzato nel 2009 ma i primi interventi risolutivi sarebbero arrivati solo dal 2013.
Su mandato dei pubblici ministeri Valeria Mignone e Roberta Licci, titolari dell’inchiesta, i militari si sono presentati negli uffici dell’Ateneo barese per acquisire le memorie dei computer in uso agli esperti del Cnr, in particolare quelli utilizzati nel settore di entomologia agraria e patologia vegetale.











