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Yattaman, compie 40 anni l’esilarante anime creato da Tatsuo Yoshida

Yattaman compie 40 anni! per i profani che non lo conoscessero o per gli under 30 è un anime giapponese prodotto nel 1977 la cui prima trasmissione in Italia è avvenuta su Rete 4 nel 1983 in seguito divenuta popolare grazie alle numerose repliche effettuate da svariate televisioni locali. La serie è stata riproposta in anni più recenti anche a pagamento su diverse emittenti televisive dedicate.

La storia si svolge negli anni ottanta in un periodo di tempo lungo alcuni anni. Il terzetto di ladri e truffatori conosciuto come Trio Drombo, il cui simbolo è un teschio, viene contattato e “arruolato” dal Dottor Dokrobei, un misterioso e potentissimo personaggio che si presenta loro sempre e solo in voce, collocata all’interno di un oggetto diverso di volta in volta, con impresso un teschio, che poi al termine della spiegazione, esplode.

Il loro compito, da quel momento, sarà trovare i quattro frammenti della pietra Dokrostone, riuniti i quali si potrà ottenere un favoloso tesoro (il gran filone d’oro citato nella sigla italiana).

Ma i tre, ovviamente non hanno fatto i conti con i paladini della giustizia, gli Yattaman (due ragazzini di nome Ganchan e Janet, detti anche Yatta1 e Yatta2), che scoprono i loro piani e li inseguono con i loro mezzi robot a forma di animali. Giunti nel luogo prescelto, le due formazioni si scontrano, prima fisicamente e poi per mezzo dei rispettivi robot. Ganchan ha come arma una Kendama, con la quale colpisce uno dei tre nemici e, premendo un tasto, scatena una scossa elettrica, così come Janet ha un bastone telescopico dal quale escono scosse elettriche. Alla fine, più per la stupidità o la sfortuna dei cattivi che per la bravura dei buoni, il bene trionfa.

Il trio Drombo si riavvia mesto verso casa a bordo di un tandem, ma le loro sofferenze non sono destinate a finire: il Dottor Dokrobei, collegato a loro tramite un altoparlante a forma di teschio installato sulla bici, scontento di loro ed elargisce di volta in volta una terribile punizione a distanza. Ad esempio, trasforma il terreno su cui poggiano i piedi in sabbie mobili, e altro ancora. I tre, dalla disperazione, esclamano ripetutamente “al diavolo Dokrobei!!!”.

Questo esilarante canovaccio si ripete per tutte le puntate della serie, sino all’ultima, dove lo stupito Trio Drombo riesce a mettere insieme la Dokrostone e ne scopre l’insospettabile legame col Dottor Dokrobei. Quest’ultimo, infatti, è soltanto un alieno a forma di teschio, che si era rotto in pezzi atterrando sulla Terra: la Dokrostone in realtà è il suo corpo, che il trio Drombo ha quindi ricomposto, e ora Dokrobei potrà tornare sul suo pianeta. Scopriranno, dopo aver consegnato l’ultimo pezzo (completando il teschio) della pietra Dokrostone la vera identità di Dokrobei, e che il famoso tesoro non è mai esistito.

Il trio, dopo aver capito di essere stato ingannato, decide di separarsi prendendo 3 sentieri diversi che poi si riunificano in una sola strada come quasi ad indicare una riconciliazione.

Il cartone è opera del famoso mangaka Tatsuo Yoshida che nato nel 1932 visse la grande crisi economica abbattutasi sul Giappone dopo la Seconda guerra mondiale e fu tra i primi ad intuire le grandi potenzialità del mezzo televisivo, Yoshida compì il balzo dalla carta stampata allo schermo iniziando a produrre alcune serie di anime, cogliendo il primo discreto successo con la serie “Mach Go! Go! Go!” che, riadattata e rinominata Speed Racer (in Italia Superauto Mach 5), si sarebbe poco dopo rivelata un clamoroso successo in tutto il mondo.

Seguirono poi altri successi internazionali, nel segno della creatività narrativa di Yoshida, tra cui Gatchaman, Tekkaman, Kyashan e Hurricane Polymar, molto amati anche in Italia, anche se non poté mai gioire per i successi raggiunti, la sua brillante carriera fu spezzata da un tumore al fegato che ne causò la prematura scomparsa nel 1977, a soli 45 anni.

Un mix di tecnologia innovativa (per gli anni 70), fantasia e tanta ilarità che rappresentano, probabilmente, uno degli anime più visti ed amati dagli appassionati del genere.

Ne approfittiamo quindi per fare gli auguri ad uno dei cartoni che più di tutti ha segnato l’infanzia di tutti i trentenni, con la speranza che da lassù Tatsuo Yoshida possa sorridere i quarant’anni della sua creazione.

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