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Si è svolto presso il campus Bovisa del Politecnico di Milano l’81° congresso nazionale dell’Associazione Termotecnica Italiana (ati). L’evento, promosso dalla sezione ati Lombardia, ha riunito rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni e dell’industria per un confronto sulle strategie necessarie a garantire una transizione energetica sicura, sostenibile e competitiva.
Il tema dell’edizione, «Energia pulita, industria sostenibile: l’innovazione per un Paese stabile e prospero», ha guidato le sessioni di lavoro focalizzate sul connubio tra ricerca scientifica e patrimonio applicativo delle imprese.
La visione della nuova presidenza per il prossimo triennio
Nella relazione all’Assemblea, Riccardo Amirante ha indicato la direzione dell’ATI per il nuovo triennio: rafforzare il ruolo dell’Associazione quale interlocutore tecnico-scientifico indipendente, capace di contribuire alla definizione delle politiche energetiche del Paese attraverso dati, modelli e competenze. «La transizione energetica – riferisce Amirante – non può essere affrontata per slogan o attraverso campagne mediatiche, deve essere governata e fornire risposte immediate per garantire la competitività alle imprese», si legge nella relazione del presidente. Una visione che richiama un portafoglio tecnologico ampio e valutazioni fondate su sicurezza, competitività, sostenibilità e neutralità.Un dibattito ad ampio spettro su tecnologie e competenze
I lavori si sono articolati attraverso le presentazioni di docenti ed esperti del settore, affrontando i diversi ambiti della pianificazione energetica nazionale:
Pianificazione e decarbonizzazione: interventi sulle politiche al 2050 con la partecipazione di Legambiente e degli istituti di ricerca.
Fonti e trasformazione industriale: approfondimenti sul ruolo dell’efficienza energetica, delle tecnologie nucleari e dell’evoluzione dei processi produttivi.
Formazione e professioni: focus sull’adeguamento delle competenze ingegneristiche e manageriali per sostenere le filiere industriali.
Le tre direttrici per il futuro energetico del Paese
A conclusione del congresso sono emerse tre linee di sintesi per orientare le politiche di settore:
Rigore metodologico nelle scelte: valutazione delle soluzioni tecnologiche sulla base della loro maturità, dei tempi di realizzazione e dell’impatto sui costi complessivi.
Integrazione tra sostenibilità e industria: tutela della capacità produttiva italiana attraverso la riduzione delle vulnerabilità del sistema e la disponibilità di vettori energetici affidabili.
Valorizzazione del capitale umano: centralità dell’alta formazione e del trasferimento tecnologico tra università e imprese per preparare i professionisti della transizione.












