HomeEconomia & SviluppoEnergia e competitività al centro dell’81° congresso nazionale dell'Associazione Termotecnica Italiana

Energia e competitività al centro dell’81° congresso nazionale dell’Associazione Termotecnica Italiana

Si è svolto presso il campus Bovisa del Politecnico di Milano l’81° congresso nazionale dell’Associazione Termotecnica Italiana (ati). L’evento, promosso dalla sezione ati Lombardia, ha riunito rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni e dell’industria per un confronto sulle strategie necessarie a garantire una transizione energetica sicura, sostenibile e competitiva.

Il tema dell’edizione, «Energia pulita, industria sostenibile: l’innovazione per un Paese stabile e prospero», ha guidato le sessioni di lavoro focalizzate sul connubio tra ricerca scientifica e patrimonio applicativo delle imprese.

La visione della nuova presidenza per il prossimo triennio

Dopo i saluti del presidente nazionale ATI, professor Riccardo Amirante del Politecnico di Bari, e del professor Giovanni Lozza, del Politecnico di Milano, il programma ha affrontato pianificazione energetica, sicurezza degli approvvigionamenti, trasformazione industriale e normativa tecnica.
Alle soluzioni su cui investire sono stati dedicati i contributi in programma di Ilaria Bertini, direttrice del Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica di ENEA, Giuseppe Mastropieri, consigliere di Elettricità Futura, e dei professori Matteo Romano (CTI) e Marco Ricotti nuclearista del Politecnico di Milano, ed ancora Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, sui temi della formazione e dell’accesso alla professione; Valter Quercioli, presidente nazionale Federmanager, sul contributo del management alla competitività; Antonio Cammi, ordinario di Fisica dei Reattori Nucleari al Politecnico di Milano, sulle ragioni della scelta nucleare; Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, sulle politiche e le azioni per la decarbonizzazione del sistema energetico italiano al 2050. A chiusura la lectio magistralis di Franco Rispoli, professore di Sistemi per l’energia e l’ambiente della Sapienza Università di Roma, dedicata a «Macchine e persone. Un percorso e le sue prospettive».
Nella relazione all’Assemblea, Riccardo Amirante ha indicato la direzione dell’ATI per il nuovo triennio: rafforzare il ruolo dell’Associazione quale interlocutore tecnico-scientifico indipendente, capace di contribuire alla definizione delle politiche energetiche del Paese attraverso dati, modelli e competenze. «La transizione energetica – riferisce Amirante – non può essere affrontata per slogan o attraverso campagne mediatiche, deve essere governata e fornire risposte immediate per garantire la competitività alle imprese», si legge nella relazione del presidente. Una visione che richiama un portafoglio tecnologico ampio e valutazioni fondate su sicurezza, competitività, sostenibilità e neutralità.

Un dibattito ad ampio spettro su tecnologie e competenze

I lavori si sono articolati attraverso le presentazioni di docenti ed esperti del settore, affrontando i diversi ambiti della pianificazione energetica nazionale:

  • Pianificazione e decarbonizzazione: interventi sulle politiche al 2050 con la partecipazione di Legambiente e degli istituti di ricerca.

  • Fonti e trasformazione industriale: approfondimenti sul ruolo dell’efficienza energetica, delle tecnologie nucleari e dell’evoluzione dei processi produttivi.

  • Formazione e professioni: focus sull’adeguamento delle competenze ingegneristiche e manageriali per sostenere le filiere industriali.

Le tre direttrici per il futuro energetico del Paese

A conclusione del congresso sono emerse tre linee di sintesi per orientare le politiche di settore:

  • Rigore metodologico nelle scelte: valutazione delle soluzioni tecnologiche sulla base della loro maturità, dei tempi di realizzazione e dell’impatto sui costi complessivi.

  • Integrazione tra sostenibilità e industria: tutela della capacità produttiva italiana attraverso la riduzione delle vulnerabilità del sistema e la disponibilità di vettori energetici affidabili.

  • Valorizzazione del capitale umano: centralità dell’alta formazione e del trasferimento tecnologico tra università e imprese per preparare i professionisti della transizione.

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