Ilva, torna la tensione tra Governo, Regione Puglia e Comune di Taranto

0

Tornano ad allontanarsi le posizioni di Regione Puglia, Comune di Taranto e Governo sulla questione Ilva. Una proposta di accordo di programma degli Enti locali che il Governo ha respinto, aprendo però alla possibilità di “alcune integrazioni sugli aspetti sanitari” con un tavolo di lavoro per affrontare il problema.

E’ dunque negativa la valutazione dei ministri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente, della Salute e della Coesione territoriale comunicata alla Regione e al Comune di Taranto.

“I ministri – informa un comunicato – hanno oggi comunicato alla regione Puglia ed al comune di Taranto la loro disponibilità a firmare un accordo di programma con i contenuti del protocollo d’intesa proposto dal governo lo scorso 3 gennaio, con alcune integrazioni sugli aspetti sanitari. La proposta di accordo di programma formulata da Regione e Comune non può invece essere condivisa così come trasmessa per motivi di merito e di diritto”.

E poi è la stessa nota che specifica meglio le motivazioni del diniego. Lo schema di accordo proposto da Regione Puglia e Comune di Taranto prevede infatti modifiche e integrazioni sostanziali del Dpcm ambientale approvato dal Governo il 29 settembre 2017 (il decreto su cui pende il ricorso al Tar che tante polemiche sta creando).

La sua accettazione presupporrebbe di fatto una nuova rielaborazione del piano industriale, del piano ambientale e della stessa offerta del soggetto aggiudicatario con conseguente azzeramento del lavoro fin qui fatto, significativo allungamento dei tempi, l’annullamento degli esiti della gara svolta ed il probabile  avvio di contenziosi legali con l’acquirente.

Insomma, troppo è stato già fatto e troppi investimenti sono già in cantiere per poter azzerare tutto. Di parlare se ne può parlare, e sono possibili integrazioni ed interventi aggiuntivi, ma nessun azzeramento dello status quo.

Nel pomeriggio di ieri, intanto, era arrivato l’ennesimo commento del ministro dello Sviluppo Carlo Calenda che ha confermato come sull’Ilva “abbiamo finalmente un investitore che tra prezzo e investimenti investe 5,3 miliardi di euro” ma anche “una situazione un po’ surreale perché in qualunque altro Paese del mondo un investitore che si presenta per ricondizionare una fabbrica esistente investendo solo sull’ambiente 1,2 miliardi verrebbe accolto con i tappeti rossi. Invece noi abbiamo un po’ di resistenze dagli enti locali, non ho ben capito qual è la ragione”.

Condividi
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.

Nessun commento

Commenta l'articolo