Non senza difficoltà il Bari conquista un’importantissima vittoria su un temibilissimo Avellino e si porta a soli due punti dalla vetta della classifica di serie B. Una vittoria raggiunta dopo essere passato in svantaggio, per l’ennesima volta, e dopo aver gettato cuore e sudore per riagguantare una partita, fino ad allora, noiosa e tutto sommato equilibrata. La difesa biancorossa, rimaneggiata a causa delle tante assenze per infortunio e per le convocazioni in nazionale, hanno infatti saputo ben contrastare il tanto temuto attacco irpino.
“Oggi più che gli attaccanti voglio fare una menzione d’onore a chi ha giocato in difesa. Eravamo in emergenza e alcuni giocatori si sono dovuti adattare e l’hanno fatto molto bene”. Così Fabio Grosso sull’emergenza in difesa ben gestita dai suoi uomini. “Sono contento del carattere che ha dimostrato questo gruppo che ha saputo giocare la partita contro una difesa, quella dell’Avellino, ben impostata”.
Bari che parte a tutta velocità nel primo tempo ma che non riesce ad affondare il colpo per tutta la prima frazione di gioco. Il gioco è lento e si sviluppa per vie orizzontali, la difesa irpina fa buona guardia e le punte biancorosse non riescono a calciare verso la porta difesa da Lezzerini. Nel secondo tempo le cose non cambiano, il Bari non riesce a trovare la chiave giusta per scardinare la difesa ospite che al 65′ passa inaspettatamente in vantaggio con Kresic. Come ormai consueto, il Bari si desta e inizia ad attaccare con più convinzione. Passano solo due minuti e Improta tira fuori dal cilindro il gol della domenica. Splendido il tiro dai venti metri che si infila sotto l’incrocio dei pali. Bari galvanizzato che dopo appena cinque minuti trova un giusto rigore su tocco di mano in area di D’Angelo che Galano trasforma portando il risultato sul 2-1 per i padroni di casa.
Bari che non ha certo brillato per concretezza e velocità ma che ha avuto la pazienza di costruire il gioco senza farsi prendere dall’ansia del risultato. Bene anche la difesa, e la fase difensiva, che ha gestito bene Castaldo e compagni. Nessuno ha demeritato, e d’altronde è sempre difficile trovare un “insufficiente” al termine di una vittoria. Quello che è mancata è però stata, ancora una volta, una chiara identità di gioco e una convinzione nel “far male agli avversari”. Una vittoria fa sempre bene a morale e classifica, come si suol dire, ma gli uomini di Fabio Grosso devono adesso imparare a portarsi in vantaggio e a mantenere nelle proprie mani la gara.




















