Arriva l’ennesima staffilata di Michele Emiliano al Governo. Questa volta nel mirino del presidente della Giunta regionale pugliese finisce l’obbligo di vaccini introdotto di recente dall’Esecutivo per poter iscrivere i bambini nelle scuole statali.
Annunciato da giorni, si è svolto oggi l’incontro tra una delegazione di cittadini pugliesi contrari all’obbligo di vaccinazione ed Emiliano, che ha avuto parole non certamente morbide nei confronti di chi quest’obbligo l’ha fortemente voluto.
“Sull’obbligo vaccinale previsto dalla legge 119 non mi farò dividere la Puglia in favorevoli e contrari “da chi a Roma, non avendo molto altro da fare, si diverte a scatenare guerre” che “poi dobbiamo affrontare noi, province dell’impero”.
Emiliano ha quindi offerto il sostegno della Regione nei ricorsi che questi faranno contro la legge consentendo così una valutazione della costituzionalità del provvedimento.
“La Regione Puglia – ha proseguito Emiliano – è sempre stata favorevole all’obbligo vaccinale previsto dalla precedente legislazione che per un ventennio ha regolato senza particolari problemi la materia. La convinzione che l’estensione delle vaccinazioni obbligatorie da tre a dieci e il rafforzamento delle sanzioni in caso di inottemperanza sia l’unico mezzo per far risalire il numero dei bambini vaccinati in Italia è secondo noi un errore politico che non considera l’elevato tasso di sfiducia dei cittadini nei confronti della politica”.
“La nuova legge – sottolinea – sta seminando panico, creando sospetti e reazioni negative. Persino una regione come la Puglia, tra le più virtuose d’Italia in materia di vaccinazioni, da quando il Governo ha deciso di intervenire con tanta decisione, sta registrando un calo della propensione a vaccinarsi.
“Dobbiamo applicare la nuova legge – ha spiegato il direttore di dipartimento Giancarlo Ruscitti – e come Regione stiamo cercando di alleviare la problematicità di tutte le famiglie e bambini sottoposti all’obbligo vaccinale. Questo significa semplificazione, evitando un inutile circolo di carte tra amministrazioni. Come Regione non abbiamo nessun potere coercitivo ma un dovere di spiegazione al cittadino dei vantaggi della vaccinazione e dei pericoli sia in caso di vaccinazione sia in caso di non vaccinazione. Fermo restando che i medici hanno tutto l’interesse a evitare che bambini potenzialmente a rischio vengano vaccinati contro il loro interesse”.











