Gal, il Tar Puglia accoglie il ricorso del Comune di Monopoli contro l’esclusione dai bandi

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Il Tar Puglia, con una ordinanza dello scorso 8 novembre, ha accolto il ricorso del Comune di Monopoli contro la Regione Puglia e Autorità di Gestione del PSR 2014/2020 (non costituito in giudizio) sull’esclusione del Comune di Monopoli dal Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) che di fatto comporta anche la mancata partecipazione al Feamp (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca), con impossibilità di adesione ai gruppi di azione locale (Gal).

Il Comune di Monopoli, rappresentato e difeso dall’avvocato Pierluigi Nocera, aveva chiesto l’annullamento previa sospensione dell’efficacia della determina n. 57 del 15 aprile 2016 dell’Autorità di Gestione del PSR 2014/2020. Inoltre, si chiedeva l’annullamento, nei limiti in cui non consentono al Comune di partecipare alla selezione delle proposte di strategie di sviluppo locale dei Gal, della determina n. 250 del 25 luglio 2016 dell’Autorità di Gestione del PSR 2014/2020, con la quale è stato approvato il bando pubblico per la selezione delle proposte di strategie di sviluppo locale dei Gal; della determina n. 303 del 14 settembre 2016 della medesima Autorità, con la quale sono state approvate le modifiche e la proroga del termine per la presentazione delle domande per la selezione delle proposte di strategie di sviluppo locale dei Gal; e della determina n. 321 del 17 ottobre 2016 dell’Autorità di Gestione del PSR Puglia 2014-2020, recante conferma della non ammissione alla procedura di finanziamento del territorio del Comune di Monopoli in quanto non è stato interessato dalla programmazione Leader 2007-2013.

Il Tar Puglia ha stabilito che “persiste il rischio concreto che il Comune sia escluso in via definitiva dalla procedura relativa alle misure di finanziamento” e che “appare prima facie fondato il rilievo formulato avverso l’esclusione sic et simpliciter dei territori rurali B non inclusi nella programmazione 2007/2013 (come il Comune di Monopoli), stante il tenore della previsione in merito contenuta nel sottostante accordo di partenariato 2014/2020”. Inoltre, scrive il Tar, “la posizione del Comune di Monopoli sarà comunque da valutare alla stregua dei criteri anche di priorità stabiliti dal bando”.

Il ricorso del Comune di Monopoli si fondava sulla consapevolezza degli effetti negativi derivanti dalla mancata partecipazione ad un Gal e di quelli derivanti dalla mancata partecipazione alle azioni di promozione e valorizzazione del territorio e delle proprie peculiarità, sia nel comparto agricolo che in quello della pesca, e di quanto ciò possa essere importante anche in chiave turistica.

“Nessun problema, solo una scelta legittima, per quanto particolarmente restrittiva, che forse più che realizzata da un dirigente, era più normale che fosse oggetto di una discussione anche politica”.

Questa, intanto, ieri la laconica risposta dell’assessore all’agricoltura Leonardo Di Gioia all’interrogazione regionale delle consigliere Antonella Laricchia e Rosa Barone (M5S) in merito ai ricorsi del comune di Monopoli a cui è seguito quello di Modugno sui bandi relativi ai GAL (Gruppo di Azione Locale) plurifondo pugliesi che stanno bloccando l’intera programmazione 2014-2020.

Ciò significa circa 100-130 milioni di euro sospesi, a cui avevano fatto richiesta 23 proposte pervenute dall’intera regione.

“Un vero e proprio caos su una vicenda posta da noi da settimane all’attenzione della Giunta Emiliano ma che, nella sua risposta, l’assessore Di Gioia ha voluto buttare in caciara, ipotizzando una risoluzione a tarallucci e vino della questione – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – In realtà, alla luce del provvedimento del TAR, la Regione potrebbe rivedere i criteri di selezione, causando un ritardo di un anno per la Puglia rispetto ad altre aree regionali ed europee. E non sono esclusi neppure i ricorsi per chi ha già affrontato le spese necessarie per la costituzione delle nuove società. Almeno dinanzi a ciò, l’Assessore Di Gioia dovrebbe comprendere che non si tratta di un’inopportuna scelta che poteva essere gestita politicamente, quanto piuttosto di un vero e proprio errore tecnico di lettura della normativa nazionale, come da noi rilevato. La realtà – prosegue L’Abbate (M5S) – è che l’attuale gestione Emiliano è incredibilmente peggiore anche di quella dell’era Vendola: non solo abbiamo soldi che in agricoltura vengono spesi in maniera discutibile e poco funzionale per lo sviluppo del primo settore, ma tutto oggi risulta bloccato a causa di un assessorato che non è in grado di gestire la questione. Lo stesso Di Gioia che si augura ora di chiudere politicamente la faccenda, per tanto tempo ha fatto orecchie da mercante. Se da un lato solleciteremo quei Comuni che ad oggi hanno tutto il diritto di accedere a quei fondi ma che, inspiegabilmente, non hanno fatto ancora ricorso come quello di Polignano a Mare (BA), guidato dal Sindaco Domenico Vitto (PD e presidente Anci Puglia in pectore) – conclude il deputato 5 Stelle – dall’altro chiediamo all’Assessore Di Gioia di valutare serenamente di fare un passo indietro per manifesta incapacità. L’agricoltura pugliese ha bisogno di fatti e di risposte, non di incompetenza e pressapochismo”.

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Redazione
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