HomeCulturaIggy Pop: il re selvaggio domina il palcoscenico del Medimex

Iggy Pop: il re selvaggio domina il palcoscenico del Medimex

Iggy Pop con il concerto leggendario della scorsa sera assegna a Bari una pagina indimenticabile nel libro della storia della musica.

Selvaggia e primitiva l’iguana non delude il popolo del rock che lo accoglie in occasione del Medimex. Un concerto gratuito e partecipato per i fans del punk e i fanatici del dell’era antesignana delle sonorità psichedeliche di fine anni ’70

Iguana- da cui appunto Iggy – è un eufemismo se a 70 hai ancora una voce da paura e salti più in alto dei teenagers che compongono tra gli altri, il pubblico.

Certo il re dello stage diving (tuffo dal palco) avrà disintegrato quantità astronomiche di collagene ed elastica ma regge tonico i trascorsi devastanti delle droghe che lo portarono con l’amico di sempre David Bowie, a vivere lontano dai fasti e dalle docce di polvere bianca di Los Angeles.

Quello di Bari è un pubblico entusiasta e variegato. Sì perché il rock è una religione che semina proseliti di tutte le età e invoca santi senza guinzaglio.

The Passeggers, terza in scaletta, fu scritta da Iggy e dal chitarrista Ricky Gardiner in quel di Berlino dove viveva con Bowie appunto, in uno stato di convalescenza da se stesso. A seguire l’attesissima “Lust for life“, inno di una generazione che visse nel mito maledetto di Boyle; d’inverno studiava e d’estate, direzione Londra, immaginando di avere di 18 anni e di potere incominciare tutto da lì. Gli anni del melting pot e delle Fred Perry nere col righini giallo concentrati in quasi due ore di musica.

Se si chiudono gli occhi, ascoltando l’ex pastore degli Stogeses (raccontati per altro in un documentario diretto Jim Jarmusch -lo stesso regista di Coffee and cigarettes – e proposto in occasione del cinema Medimex en plein air gli scorsi giorni) è possibile persino percepire sonorità bowiniane.

Iggy e David uniti da quel cordone ombelicale che sono gli hertz delle loro corde vocali e la somiglianza ritmica dei loro diaframma.

Un ritorno a Berlino per questa star di 70 anni che regge il palcoscenico con energia fotonica e un futuro all’antica per Bari che grazie a un concerto che sicuramente non dimenticherà.

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Maria Pia Ferrante
Maria Pia Ferrante
Nata a Bari nel 1982, laureata in Farmacia, è insegnante e pubblicista. Appassionata di cinema e musica, vivrebbe ovunque purché davanti un palco o un grande schermo. Mischia cucina e alchimia. Sunset victim; rock fanatic. Girovaga per festival e si commuove sempre sulla sigla di Fuori Orario

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