Noi a Sinistra per la Puglia, una proposta per incentivare il parto a domicilio

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Il Gruppo consiliare Noi a Sinistra per la Puglia ha presentato, questa mattina, la proposta di legge recante “Norme per la promozione del parto a domicilio e nelle Case del Parto”, sottoscritta da Vincenzo Colonna, Cosimo Borraccino, Sebastiano Leo e Domenico Santorsola.

“Si tratta – spiegano i promotori dell’iniziativa – di una proposta di legge finalizzata a riconoscere normativamente anche in Puglia (esattamente come già accade da diversi anni in molte altre regioni italiane quali l’Emilia Romagna, il Lazio, il Piemonte, l’Umbria, le Marche e altre) la libertà di scegliere alle donne dove partorire”.

“Tutte le statistiche – spiegano i promotori – dimostrano come il parto, pur essendo un evento assolutamente e straordinariamente naturale, venga sempre più “ospedalizzato” e “medicalizzato”, e la Puglia è tristemente tra le prime regioni in Italia dove si eseguono parti cesarei”.

“Ormai nella nostra regione un parto su due è effettuato con questa pratica chirurgica, nonostante la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità abbia evidenziato i limiti di questo tipo di intervento, rilevando altresì i vantaggi a livello psicologico e fisico, sia per la neo-mamma che per il neonato di un parto naturale che si svolga, ovviamente in condizioni di assoluta sicurezza. E il tutto senza considerare i costi molto gravosi sul bilancio sanitario dei parti cesarei che, spesso, rappresentano anche un redditizio business”.

“Per questo – spiegano – riteniamo opportuno un intervento che si proponga la de-medicalizzaione e la de-ospedalizzazione delle nascite e incoraggi e sostenga la sempre maggiore diffusione del parto fisiologico, garantendo i massimi livelli di sicurezza per la donna e per il nascituro. Per questo, in alternativa al parto in Ospedale, prevediamo una serie di iniziative per rendere effettivo il ricorso al parto a domicilio, oppure presso le ‘Case del Parto’, strutture extra-ospedaliere gestite direttamente dalle ASL o da privati accreditati che possano ricostruire un ambiente quanto più vicino a quello domestico o familiare, dove poter partorire in assoluta serenità”.

“La diffusione delle ‘Case del Parto’, inoltre, potrà consentire anche che si torni a nascere in quei Comuni nei quali sono stati disattivati nel corso degli anni i punti nascita a seguito della riorganizzazione dell’offerta sanitaria”.

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