Parco dell’Alta Murgia: il futuro tra Cets e spending review

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Più che un leader, un legante. È il presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico, un professionista che ha capito che il “fare sistema” non è un motto vuoto da esibire durante una conferenza stampa ma un modus operandi. Solo così il nostro territorio potrà crescere, solo così è possibile costruire un futuro. Tutto questo il presidente lo sta dimostrando. Abbiamo avuto l’occasione di incontrarlo e porgli alcune domande sul 2015.

Non potevamo non iniziare con l’attribuzione della Carta Europea del Turismo Sostenibile, cui obiettivo è la tutela del patrimonio naturale e culturale ed il miglioramento della gestione del turismo nell’area protetta, conferita su un progetto di ben 59 azioni, iniziative che si svilupperanno nel corso dell’anno solare. “Il Cets è sicuramente un punto d’inizio più che un punto d’arrivo – ha precisato Veronico –il progetto ha superato numerose fasi: la pianificazione, la candidatura, la valutazione prima da parte di un rappresentante di Europarc (federazione europea cui scopo è quello di aiutare le aree protette al fine di rafforzarne il ruolo di conservatrici delle bellezze naturali europee in tutte le loro forme, incoraggiare la cooperazione e lo scambio tra manager e staff e promuovere il loro lavoro e i loro ideali in Europa), poi dall’intera commissione, ed infine il premio. Ma è ora che si inizia a lavorare, si comincerà ad attuare il progetto, ad organizzare tutte le attività che sono state proposte e che rappresenteranno un motivo in più per visitare il nostro parco.”

Molti sono gli attori coinvolti nelle azioni Cets, tra cui associazioni, cooperative, proloco, tutte appartenenti all’area comprendente le province di Bari e di Barletta – Andria – Trani. “Noi abbiamo dato una risposta strutturata che prima non c’era – ha proseguito il presidente, il cui entusiasmo è contagioso – grazie alla Carta le attività del parco, che prima avevano un’eco regionale o al massimo nazionale, raggiungeranno anche il pubblico europeo. Il solo Parco e le città limitrofe erano paragonabili a puntini su una carta geografica per il resto della Comunità Europea ma se uniamo le forze e mettiamo a sistema Bari città metropolitana da un lato, Matera Capitale della Cultura dall’altro ed il Parco nel mezzo, allora quei puntini potranno diventare un unico grande cerchio sicuramente più visibile, incrementando sensibilmente le opportunità del nostro territorio”.

I progetti portati avanti dall’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia, anche da un punto di vista strettamente naturalistico, sono tanti: “BatracoMurgia” che prevede il censimento ed il monitoraggio delle aree umide, delle specie di anfibi e di altre entità faunistiche legate a questi ambienti, i corsi di formazione inseriti nel progetto europeo Life Wolfnet – dedicato alla tutela del lupo nell’appennino meridionale – destinati a veterinari ASL, personale della Polizia Provinciale, Corpo Forestale, Istituto zooprofilattico di Foggia e Servizio veterinario Regionale, Polizia Municipale aziende zootecniche e agricole ed il progetto Life Alta Murgia cui obiettivo è l’eliminazione della specie vegetale aliena invasiva Ailanthus altissima con l’impiego di tecniche innovative a basso impatto ambientale, sono solo alcune delle iniziative.

Purtroppo tanta eccellenza non serve ad allontanare il pericolo spending review: “L’Ente attualmente ha un tetto di 10 dipendenti e ci sono tre figure a tempo determinato, tra cui una naturalista ed un agronomo. Capite bene che rischiare di perdere una di queste professionalità, in un contesto come il nostro, sarebbe piuttosto grave. D’altronde noi abbiamo dato sempre il massimo, nonostante un numero così esiguo di lavoratori debba gestire il parco rurale più grande d’Italia. Proprio alla luce di tutto questo posso dirle che i nostri dipendenti sono per me degli eroi”.

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