#Regalalapuglia 3: I cinque prodotti dell’artigianato pugliese da regalare a Natale

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#regalalapuglia. I pumi possono dare molto colore all'ambiente

Nella storia dell’artigianato pugliese si possono scovare influenze della cultura nordica e sveva, dal momento che la storia culturale e artistica locale è stata influenzata da tante diverse civiltà; ogni oggetto e tecnica di lavorazione, però, sono stati reinterpretati secondo tradizioni locali, conferendo a ogni manufatto un valore storico e culturale legato imprescindibilmente al proprio luogo di nascita. In un momento in cui si sta riscoprendo il gusto dell’ hand made e si preferisce acquistare oggetti poco riconoscibili nella grande distribuzione, il Natale diventa una vera occasione per confermare questa tendenza e donare ai nostri cari un manufatto unico nel suo genere. Per facilitare l’imminente corsa ai regali, abbiamo provato a elencare qualche idea “made in Puglia”:

 

1. Pumi di Grottaglie

Con grande probabilità, il successo maggiore della produzione artigianale pugliese la si deve alla lavorazione della terracotta e della ceramica. Questa pratica, che vanta origini antichissime, si distingue nei vari centri di produzione grazie ai diversi tipi di ornamento: a Laterza si producono ancora oggi manufatti che per le decorazioni si ispirano a soggetti medievali, mentre la zona di Ostuni e di Grottaglie ( in particolare la bottega di Nicola Fasano) è famosa per la produzione dei cosiddetti “pumi”, un bocciolo stilizzato, che viene donato in segno di buon auspicio in occasione di qualsiasi avvenimento importante. In passato i pumi ornavano gli angoli dei balconi dei palazzi signorili in tutta la Puglia.

Il principale centro di produzione ceramica, però, è senza dubbio quello di Grottaglie. I principali prodotti della tradizione figulina grottagliese sono essenzialmente due: i “Bianchi di Grottaglie“, manifattura artistica caratterizzata dalla sublimazione della semplice forma, esaltata attraverso l’utilizzo dello smalto bianco stannifero, e la più caratteristica ceramica rustica e popolare, caratterizzata da una tavolozza cromatica costituita dal verde marcio, giallo ocra, blu e manganese. Appartengono a questa produzione i famosi capasoni (da capase, cioè capace), contenitori di notevoli dimensioni foggiati in sezioni distinte e successivamente congiunti e destinati prevalentemente a contenere il vino. Ad oggi Grottaglie, con le sue numerose botteghe di ceramisti, è l’unico centro ceramico pugliese protetto dal marchio D.O.C. ed inserita nel ristretto elenco delle 28 città della ceramica italiana.

2. La massaia salentina

Altro prodotto simbolo del Salento è quello della Massaia Salentina. Nel suo laboratorio artigianale, in pieno centro storico a Lecce, Maria Gabriella Epifani lavora la terracotta sin dal 1990. Il suo nome è ormai indissolubilmente legato alla ‘Massaia Salentina’, una donna paffuta e rassicurante simbolo della donna salentina; quella donna che per anni ha lavorato nei campi, ha rigovernato la casa, coccolato figli e servito amorevolmente il marito. “I colori solari, vivi, vivaci ma rassicuranti sono il risultato di un approfondito studio mirante a trasmettere cromaticamente le sensazioni più belle e più dolci che le nostre donne del sud, uniche al mondo, sono in grado di dare”. La massaia è realizzata completamente a mano e in argilla secondo tecniche tradizionali.

3. I fischietti di Rutigliano

Nel barese, invece, il primato della produzione di fischietti in terracotta è attribuito a Rutigliano. Questi oggetti di piccole dimensioni, caratterizzati da colori vivaci e dalle forme bizzarre, il cui valore ludico e simbolico trova origine negli usi e costumi del popolo. Le riproduzioni più classiche sono quelle che rappresentano il politico, l’esattore delle tasse, il carabiniere, l’ecclesiastico ubriaco; con questi si prendono in giro i personaggi più in vista della città. Molto diffuse sono anche le rappresentazioni di soggetti zoomorfi, normalmente animali domestici e fra questi il galletto è l’animale che è stato rappresentato sicuramente anche in passato infatti, il fischietto più antico ritrovato, risale all’età medioevale e raffigura un galletto. La tradizione trova oggi continuità nel lavoro di artigiani locali e nella periodicità di un evento fieristico di grande successo quale la Fiera del Fischietto, nella seconda metà di gennaio per le vie di Rutigliano.

4. Sciarpa in cashmere della Fondazione Le Costantine

Un altro prodotto molto apprezzato dai turisti è quello legato all’arte della tessitura, ancora oggi praticata in alcuni luoghi della Puglia su antichi telai; i tessuti spesso sono inoltre impreziositi da merletti, ricami e lavori a uncinetto. Una delle punte d’eccellenza di questo settore si trova a Uggiano la Chiesa: la Fondazione Le Costantine, è un centro di attività agricola, artigianale e pedagogica, nato nel 1982 che dal 2002 ospita il laboratorio di tessitura dove vengono realizzati preziosi manufatti con fibre e colori naturali o con tinture vegetali, come tappeti, arazzi, borse e stole, coperte di lana pregiata, asciugamani, tovaglie, copriletti e sciarpe in cashmere con vecchi motivi o disegni più attuali. Ogni prodotto realizzato dalle donne di Casamassella è contrassegnato da un’etichetta, a garanzia di eccellenza e qualità, pronta a soddisfare gusti ed esigenze della clientela più attenta. Per la stagione 2015-2016, inoltre, è prevista la nuova collezione Palascia, una commistione tra la pregiata maglieria in cachemire e l’importante bigiotteria di un’azienda emiliana, di cui sono stati realizzati alcuni prototipi già ordinabili per la vendita.

5. Arredamento da interni in pietra salentina

Le chiese, i palazzi gentilizi, le decorazioni ornamentali: tutto a Lecce e nel Salento è stato voluto e realizzato con il materiale che più di ogni altro sembrava  prestarsi alle fitte trame decorative del barocco. La pietra leccese, oltre al facile reperimento, garantiva infatti, per le sue qualità intrinseche, una buona lavorabilità e una straordinaria capacità di accrescere durezza e resistenza col passare del tempo. Attualmente, le tecniche di lavorazione del passato sono state in parte sostituite da moderni macchinari che permettono la realizzazione di opere in minor tempo, anche se sono ancora presenti sul territorio artigiani in grado di lavorare la pietra a colpi di scalpellino e oggi la Pietra leccese difatti risulta essere un ottimo materiale, usato per l’edilizia ma soprattutto per oggettistica d’arredamento di interni ed esterni molto cool.

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Isabella Battista
Classe 1985, vive e lavora a Bari. Laureata in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Bari, è giornalista pubblicista dal 2013. Con una forte propensione alla didattica museale e artistica, ha collaborato con diverse istituzioni con progetti per sensibilizzare il pubblico più giovane nei confronti dell’Arte contemporanea e far partecipare attivamente gli studenti alla comprensione delle più moderne tecniche artistiche. Collabora con le redazioni di Puglia In, Telebari e Artribune, mentre nel 2013 è stata coordinatrice della prima edizione della Project Room della Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a mare. Ama l’arte in tutte le sue forme, in particolare la fotografia e il linguaggio visivo contemporaneo a cui si sta appassionando anche praticamente e appena ha l’occasione di partire, va alla ricerca di nuove realtà, esplorandole sia dal punto di vista della tradizione culturale che folkloristica. isabella.batt@gmail.com

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