Twiga, Marmo: “Sigilli dopo 11 permessi? Puglia lancia messaggio negativo, chi investirà più da noi?”

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Twiga beach resort di Briatore

Si può fare. Tutto in regola. Spendete pure ed investite in Puglia… anzi no, scusateci, ci siamo sbagliati. Tutto bloccato. Come dite? I soldi sono già stati spesi? Pazienza.

Fermo restando la sacrosanta e doverosa legittimazione della Magistratura a perseguire reati ed abusi, resta da capire se il messaggio che ne viene fuori di una Puglia che da un lato incentiva il turismo (e vorrebbe farlo con investimenti anche dall’esterno della regione) e dall’altro “vanta” una macchina burocratica decisamente ostativa allo sviluppo ed all’imprenditorialità, è positivo o meno.

Potrebbe essere anche questa una chiave di lettura del sequestro, con l’accusa di abusivismo edilizio, dello stabilimento balneare Twiga di Flavio Briatore ad Otranto.  La struttura è in realizzazione sul litorale di Otranto. Il provvedimento di sequestro è a firma del sostituto procuratore di Lecce Antonio Negro; l’ipotesi di reato è di abusivismo edilizio.

“Ben undici permessi autorizzativi prima di iniziare a realizzare lo stabilimento balneare extra lusso, una trafila burocratica complessissima, conclusasi con il via libera di tutte le amministrazioni pubbliche coinvolte. Un lavoro inutile perché, in Puglia, se non è la Regione (da dodici anni a questa parte) a bloccare ogni forma di investimento regolare, è la magistratura”. Così il consigliere regionale di Forza Italia, Nino Marmo.

“Non abbiamo timore – aggiunge – di affermare che i sigilli della magistratura rappresentino, a pochi giorni dall’inaugurazione del Twiga di Otranto, un pessimo messaggio che la Puglia lancia a qualsiasi imprenditore. La nostra non è una terra che vuol crescere e la tutela del paesaggio poco c’entra, dal momento che esiste un iter burocratico che consente di verificare l’impatto ambientale delle opere. Lo diciamo perché lo stabilimento di Briatore concorre ad accrescere l’appeal e l’offerta turistica del Salento e a portare vera ricchezza nel territorio, carente nel segmento del lusso. Ci ricorda quella pagina poco lusinghiera del resort di Nardò, ma oggi il ‘merito’ non è della pubblica amministrazione, ma di un interventismo tardivo e pregnante delle toghe”.

“Andando avanti così – conclude Marmo – la Puglia dovrà accontentarsi di vivere delle briciole, pur avendo uno straordinario potenziale che potrebbe costituire un volano per la nostra economia”.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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