HomeCronacaCoronavirus tra divieti e code: le incongruenze sotto gli occhi di tutti

Coronavirus tra divieti e code: le incongruenze sotto gli occhi di tutti

Un questi giorni sembra di essere in una centrifuga tra voglia di essere normali, divieti ed imposizioni, distanze da mantenere, scuole chiuse, mercati aperti, centri commerciali iperaffollati. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le psicosi possibili annesse e connesse al Coronavirus ed alla diffusione dell’epidemia.

E mentre salta il referendum consultivo sulla riduzione del numero dei Parlamentari, con sullo sfondo gli appuntamenti elettorali di primavera che, probabilmente potrebbero subire la stessa sorte “per evitare problemi di ordine sanitario legati all’emergenza in atto”, a Bari alcuni cittadini baresi sono costretti a lunghe file in attesa per strada davanti agli uffici comunali perchè, come dispone il Decreto sul contenimento dell’epidemia, si possono far entrare i cittadini e gli utenti soltanto in maniera contingentata all’interno degli uffici.

Salvo poi “dimenticarsi” che fuori le code sono esattamente quello che bisogna evitare e che il funzionamento degli uffici per appuntamenti e per prenotazione online non sono efficaci non fosse altro che per mancanza di conoscenza di questa opzione da parte della cittadinanza.

La denuncia, a tal proposito, arriva dal Consigliere comunale di Fratelli d’Italia Filippo Melchiorre, che sottolinea una incresciosa situazione all’esterno dell’Ufficio Anagrafe comunale.

“Scuole chiuse, anziani barricati casa, niente baci e abbracci, né strette di mano – sottolinea Melchiorre – parlarsi ad una distanza di almeno un metro, mascherine, amuchina ecc. ed all’Ufficio Anagrafe del Comune di Bari succede questo proprio oggi. Proprio ora”.

Certo, il buon senso e la prudenza dorebbero prevedere una soluzione, ed anche urgente, a situazioni come questa o come quelle dei mercati cittadini (affollati) o peggio ancora come quella di questa mattina di un Centro Commerciale alle porte di Bari, quando si è tenuta l’inaugurazione del nuovo marchio di distribuzione alimentare.

O ancora la ressa e la coda in una notissima libreria e mediateca del centro cittadino per il firmacopie di un noto cantante sulla cresta dell’onda in questi mesi.

Che senso ha fermare gli abbracci, serrare le università, mettere in piedi a fatica in un giorno lezioni a distanza per i ragazzi delle scuole medie e poi assistere a tutto questo?

Tra voglia di normalità e prudenza, tra psicosi collettiva e precauzione. Perchè il Coronavirus sta tirando fuori il meglio di noi, ma anche il peggio.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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