Le ideologie per imporsi hanno bisogno di fatti eclatanti, di shock, proseguono per ruzzoloni giù dalle scale degli eventi, bisogna fare precipitare nel vuoto le certezze, condurre il ballo tensivo sulle macerie, per creare, tranchant, una nuova abitudine di vita – di lavoro – di pensiero – economica – sociale, e così via.
Avremmo mai accettato la legge Fornero sulle pensioni? Od il blocco del turn over? Oppure il congelamento degli scatti di anzianità? No, con la pace in terra, sì, con l’improvviso martellamento degli spread e della crisi finanziaria che incombeva su di noi. Poi tutto si è dissolto e sta parola l’abbiamo quasi dimenticata. Ma quella parentesi di terrore è servita a preparare il terreno per scelte totalmente impopolari.
Eppure la Democrazia dovrebbe servire la sovranità del popolo, ma pare sempre più il contrario, è questa specie di Democrazia a dettare al popolo cosa volere, desiderare, sentire, percepire. Ed uno dei più fulgidi canali con cui condurre le masse, è la paura. Questo sentimento atavico, recondito, che penzola nel buio del nostro inconscio, è sempre pronto a ravvivarsi alla prima occasione di minaccia.
Nell’ultimo mese e mezzo siamo assediati dai mezzi di informazione, non c’è più interruzione tra una notizia negativa e l’altra, il vortice della pandemia, la spirale del terrore, le foto delle bare, il bollettino dei morti giorno per giorno, ci hanno messo in prigione. Il virus è democratico – ci ripetono – in realtà è un tiranno che ci ha chiusi in casa, senza lavoro, e con tanta confusione.
Governo – Protezione Civile – Parlamentari – Medici, scienziati, virologi – ognuno dice la sua. Dall’utilità delle mascherine alla pericolosità reale del Covid-19, non c’è mai accordanza. Siamo in mano ad ordinanze comunali, regionali, decreti Nazionali, autocertificazioni che cambiano, sensibilità ed opinioni diverse in un vortice in cui non hai chiarezza d’informazione, hai paura e rincasi nella speranza che tutto passi. Con buona pace della trasparenza.
Secondo un sondaggio Tecnè il 92% degli italiani è concorde con la limitazione di alcuni diritti per contenere l’epidemia. Possiamo dire con forza sia nato il partito unico della paura. Mai nessuna misura ha avuto un consenso così trasversale. Il premier Conte per l’Istituto Piepoli ha il 68% di gradimento, ed il 90% degli italiani è favorevole al mantenimento delle misure di chiusura oltre il 13 aprile.
Sparute le voci di dissenso. Alcune si sono beccate perfino querele. Sandro Pertini diceva: “Dai fumatori si può imparare la tolleranza. Mai un fumatore si è lamentato di un non fumatore.” Mentre il compianto Indro Montanelli:
“Io non mi sono mai sognato di contestare alla Chiesa il suo diritto a restare fedele a se stessa, cioè ai comandamenti che le vengono dalla Dottrina… ma che essa pretenda d’imporre questi comandamenti anche a me che non ho la fortuna di essere un credente, cercando di travasarli nella legge civile in modo che diventi obbligatorio anche per noi non credenti, è giusto? A me sembra di no.”











