HomeEconomia & SviluppoEconomiaCovid: sono tante le famiglie pugliesi che devono tirare la cinghia

Covid: sono tante le famiglie pugliesi che devono tirare la cinghia

Sono tanti i pugliesi messi in difficoltà economica dall’obbligo di quarantena tanto che, come certifica un’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat ad aprile 2020, se in totale le famiglie della Puglia che hanno visto calare le entrate sono oltre 655.000, il 4,1% dei rispondenti, pari a circa 48.000 nuclei familiari, ha visto calare il proprio reddito mensile di oltre il 50%.

Se si guarda a chi ha ammesso di aver perso il 100% delle proprie entrate, la percentuale è, in regione, del 7,4%, equivalente a oltre 86.000 famiglie, e, continuando ad analizzare i dati nel dettaglio, più di un rispondente su sei, pari quindi al 15,7% dei nuclei familiari pugliesi, ha dichiarato di trovarsi già oggi in una situazione di difficoltà economica.

Come i pugliesi stanno affrontando la situazione

Il 54% dei nuclei familiari della Puglia sta adottando dei comportamenti ad hoc per far fronte alla situazione; nello specifico, il 32,2% dei rispondenti pugliesi ha dichiarato di aver fatto ricorso ai propri risparmi (contro una media italiana del 28,5%), mentre il 22,3% ha cercato di ridurre le spese legate al cibo.

Gli aiuti previsti dal Governo: i più richiesti e quelli più utili

Se si analizzano le risposte di coloro che hanno dichiarato di aver fatto ricorso ad una o più misure introdotte dai decreti del Governo emerge che tra gli intervistati pugliesi la percentuale è pari all’11,6%. Guardando ai soli interventi per i quali i cittadini hanno potuto scegliere se aderire o meno, quello più utilizzato dalle famiglie della Puglia è stato il bonus da 600 euro per autonomi e partite Iva (57,1% dei rispondenti pugliesi che hanno fatto uso di aiuti governativi contro una percentuale nazionale del 48,7%), seguito dalla possibilità di prolungare la validità della polizza Rc auto o moto in scadenza per un mese o di prorogare le revisioni (28,6% vs un valore nazionale pari al 13,2%) e dalla possibilità di sospendere il mutuo prima casa (7,1%).

La ricerca ha infine voluto indagare quali fossero, tra i principali interventi introdotti dal Governo per fronteggiare l’emergenza, quelli ritenuti più utili; alla domanda “indichi i tre interventi che ritiene più utili”, il 55,4% degli intervistati pugliesi ha risposto il bonus di 600 euro per autonomi e partite Iva (47,5% a livello nazionale), seguito dal divieto di licenziamenti e l’ampliamento della cassa integrazione (49,6%) e dalla sospensione del mutuo prima casa (33,9% contro una media nazionale del 39,2%).

Le conseguenze economiche:

Hanno visto calare il reddito di oltre il 50%4,1%
Hanno perso il 100% del reddito7,4%

 

Comportamenti delle famiglie pugliesi

Hanno fatto ricorso ai propri risparmi32,2%
Hanno cercato di ridurre le spese legate al cibo22,3%
Hanno fatto ricorso agli aiuti previsti dai decreti del Governo11,6%
Hanno cambiato o stanno cercando di cambiare fornitore di telefonia fissa e/o mobile7,4%
Hanno cercato o stanno cercando di surrogare o rinegoziare il mutuo6,6%
Hanno cancellato l’abbonamento ad alcuni servizi legati all’intrattenimento (Sky, Netflix, Spotify, ecc)5,0%
Hanno cambiato o stanno cercando di cambiare compagnia di assicurazione auto o moto5,0%
Hanno cambiato o stanno cercando di cambiare fornitore di energia4,1%

 

Famiglie pugliesi che hanno fatto ricorso agli aiuti del Governo:

Bonus di 600 euro per autonomi e partite Iva57,1%
Prolungamento della validità della polizza Rc auto o moto in scadenza per un mese/proroga delle revisioni28,6%
Possibilità di sospendere il mutuo prima casa7,1%

 

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Redazione
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