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Genova, fissata l’ultima campata del Nuovo Ponte, ma che fine ha fatto il divieto di assembramento?

Per carità. Siamo contentissimi che anche l’ultima campata del Nuovo Ponte di Genova sia stata sollevata e messa in sicurezza. Un passo importante lungo la strada, che ancora non si è conclusa, della ricostruzione di una ferita che ha tagliato in due la vita di una città e spezzato 43 vite.

E questa mattina a Genova c’erano proprio tutti. Il sindaco e commissario per la ricostruzione del viadotto Marco Bucci, il governatore della Liguria Giovanni Toti, il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Un modo anche simbolico per dimostrare come le Istituzioni, tutte insieme a prescindere dal colore politico, hanno lavorato per superare il dramma della vigilia di Ferragosto del 2018.

“Non è finito, ma oggi celebriamo il ricongiungimento delle due parti della valle”. Lo ha detto il commissario per la ricostruzione del viadotto e sindaco di Genova Marco Bucci, durante il varo dell’ultimo impalcato della struttura sul Polcevera.

“Lo Stato non ha mai abbandonato Genova”, ha invece affermato il premier Giuseppe Conte, aggiungendo: “La ferita di Genova non potrà essere completamente rimarginata perché ci sono 43 vittime e noi non dimentichiamo. I giudizi di responsabilità che sono nati da quella tragedia non si sono ancora completati e devono completarsi”.

Ma una nota dobbiamo pur farla. Ma proprio due giorni dopo l’ennesimo appello alle distanze sociali, alla massima prudenza, alla conferma del divieto di assembramento. Proprio mentre ci dicono che possiamo andare a trovare i nostri parenti, ma con le mascherine, senza abbracci e soprattutto senza riunioni di troppe persone, possibile che a Genova non mancava proprio nessuno senza rispettare le regole a cui dobbiamo sottoporci tutti?

Le immagini dei Telegiornali mandate in onda all’ora di pranzo sono state eloquentissime: persone a distanza ravvicinata ed in numero certamente sproporzionato rispetto alle regole che oggi sono ancora in vigore. A maggior ragione con gli stessi rappresentanti della Politica che ci chiedono di avere pazienza, di restare in casa e di non avere contatti sociali se non per i casi previsti dalla legge.

Per loro la stessa legge non vale? Perchè questo assembramento che, in questi giorni non può che essere inaccettabile? La domanda rimane sul piatto. Evviva la legge uguale, ma non proprio per tutti.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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